La cucina delle fate

FRITTELLE DI MELE

La mela!

Oh! Tutti conoscono la mela avvelenata di Biancaneve. E come dimenticarla!

Nel suo caso, il detto “una mela al giorno toglie il medico di torno” non era certo azzeccato.

Povera Biancaneve!

Ma la sua fiaba non è l’unica che parla di mele.

La conoscete “La ragazza mela” di Italo Calvino?

O “L’albero di mele” un racconto illustrato di Catarina kruusval, Editrice il Castoro ?

E ancora, l’albero fatato dalle mele d’oro della fiaba “L’uccello d’oro” dei fratelli Grimm?

Oppure “La storia delle tre mele” all’interno della raccolta Le Mille e una notte?

L’albero di mele ha regalato all’umanità un ricco raccolto di fiabe, miti, leggende in tutte le parti del mondo.

E oggi onoriamo lui e i suoi frutti condividendo con voi la ricetta delle frittelle di mele.

INGREDIENTI:

4 mele

1 pizzico di sale

succo di 1 limone

120 ml di latte

cannella

120 grammi di farina

zucchero a velo da cospargere

2 uova

olio per friggere

PREPARAZIONE

Pelate le mele, togliete il torsolo, tagliatele a fettine alte come un dito. Spruzzate qualche goccia di limone sulle mele e coloratele con la cannella in polvere. Impastate la farina con i tuorli d’uovo, il sale, il latte e gli albumi montati a neve. Quando la pastella sarà morbida e senza grumi, immergete le fettine di mele nell’impasto.

Friggetele nell’olio ben caldo finché non diventeranno di un giallo dorato. Raccoglietele delicatamente dalla padella, eliminate un po’ d’olio con la carta assorbente e poi cospargerle di zucchero da velo.

…e l’ingrediente segreto delle fate?

Oh! Quello non potrete trovarlo al supermercato.

Si tratta di un petalo di un fiore che cresce solo nel loro mondo fatato…ma la cosa bella e che vi basterà immaginarlo, come piace a voi, e lo vedrete comparire magicamente sulle vostre frittelle!

Buon appetito o, come dicono le fate del nostro bosco…Che ogni boccone ti riempia di luce!

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UNA CASA DI FIABE PROFUMA DI SOGNI

Cosa succede se riempi la tua casa di libri di fiabe: moderne, antiche, illustrate oppure no?

Succede che, inaspettatamente, ti ricordi, veramente, di quel bambino o di quella bambina che eri e che sognava in grande.

Succede che le fiabe si insinuano fra le pieghe della coperta, tra le fughe delle piastrelle, tra gli spiragli delle ante, persino nel contenitore degli indumenti da lavare.

Succede che lentamente, come l’acqua che disegna con il tempo nuovi paesaggi, ti cambiano e il tuo viso nello specchio appare diverso.

Diverso come quello di un personaggio di una fiaba che ha compiuto il viaggio dell’eroe.

Oh! Le fiabe hanno il sapore che preferisci e che unisce tutti in ogni angolo del mondo, perché le fiabe sono un patrimonio universale dell’umanità, un sogno condiviso.

E allora oggi parliamo di racconti che parlano di sogni e del loro potere magico.

Ecco tre consigli di lettura per voi, presi ad occhi chiusi dalla libreria della nostra Casa nel bosco.

Buona lettura!

Il sogno di un elefanteLavieri edizioni,  autrice e illustratrice Sarah Khoury Età consigliata dai 3 anni.

Una fiaba delicata che è un sogno in un sogno. 

Una bambina sogna un elefante grande.

Un elefante grande sogna di essere più piccolo di una bambina e così leggero da poter volare.

Ma se il sogno della bambina è possibile, quello dell’elefante sembra veramente irrealizzabile.

Eppure, nel regno dei sogni e delle fiabe la realtà è posizionata su un’altra dimensione dove ciò che è impossibile diventa più concreto di un biscotto a colazione.

Così si compie la magia.

La bambina crede in quel sogno nel sogno e prepara per l’elefante due piccole ali magiche che gli permettono di volare con il vento.

Ma a chi appartiene questo sogno nel sogno oltre alla bambina e all’elefante?

A tutti noi, ovviamente, che sfogliando le pagine del libro e le bellissime illustrazioni sentiamo quasi il profumo dei nostri sogni.

I cuscini magici Casa editrice Camelozampa, autore Evghenios Trivizàs, illustratrice Noemi Vola.

Quando il sogno si trasforma in un incubo?

Nel regno del malvagio Arraffone, la malefica invenzione dei cuscini incubo ha fatto perdere a tutti la capacità di sognare.

Non solo! Nel paese di Arraffone è tutto vietato soprattutto le cose più belle e divertenti.

Un vero incubo! Bisognerebbe trovare il modo di svegliarsi e ribellarsi a tutto questo.

Ma se gli abitanti di quel regno non sanno più sognare?

Come faranno a reagire senza il potere liberatorio dei sogni?

Per fortuna, nel regno vive il maestro Andonis che con la sua classe decide di provare a ribaltare la situazione con un piano molto astuto.

Ce la faranno?

La scarpetta dei sogni Edizioni il ciliegio. Autrice Giusy Acunzo. Età di lettura dai 3 anni.

Si tratta di un Silent book un libro da gustare attraverso i disegni e le emozioni che ci trasmettono.

Se sei una bambina, come quella del racconto, e se ti capita di perdere una scarpina non scoraggiarti.

Potrebbe accadere che un uccellino decida di fare il nido nella tua scarpina e che la giornata, iniziata con un imprevisto, si trasformi in un’occasione per fare nuove scoperte e per sognare più in grande.

SIETE PRONTI A CREDERE AI VOSTRI SOGNI?

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LE PAROLE DELLE FIABE E LA MORTE

Oggi, nella biblioteca della nostra Casa nel Bosco è arrivato un nuovo racconto.

Io e il mio amico vuoto”. Emme Edizioni.

La mamma della bambina protagonista non c’è più e il vuoto ha preso il suo posto. Il vuoto e la bambina passano le giornate insieme, uno vicino all’altra e imparano a conoscersi.

Una storia che, grazie alla dolcezza dell’autrice Azam Mahdavi e alle poetiche illustrazioni di Maryam Tahmasebi, affronta con profonda delicatezza il tema della sofferenza per la perdita e del percorso di accettazione del grande cambiamento che il lutto porta nelle nostre vite.

Le fiabe trovano sempre le parole giuste, quelle che spesso noi non riusciamo a esprimere, per parlare ai bambini e a tutti anche della morte.

I loro messaggi penetrano e si dirigono nel luogo giusto della nostra anima perché le loro parole sono più chiare e oneste, ma anche delicate e dosate, delle nostre.

Parlare di morte è complicato, specie di fronte ai bambini, anziché parlarne vorremmo soltanto proteggerli da ogni tipo di sofferenza.  I bambini non cercano verità assolute o risposte immediate, hanno solo bisogno di poter contare sulla nostra capacità di accogliere e ascoltare le loro curiosità e i loro dubbi è questo che li rassicura.

In altri tempi, la morte e il dolore erano considerati aspetti imprescindibili della vita e quindi accettati, non erano un tabù come sembra essere ai nostri giorni.

Tuttavia, anche se nel corso del tempo ci siamo allontanati da molti aspetti naturali della nostra vita, le fiabe continuano a parlare della morte con coraggio e onestà e il loro denominatore comune rimane lo stesso: il processo evolutivo in cui il protagonista/eroe affronta e supera difficoltà enormi; quindi, le fiabe, antiche o moderne che siano, ci accompagnano e ci supportano sempre.

Oggi, abbiamo selezionato per voi quattro racconti per bambini che affrontano proprio questo tema, oltre a “Io e il mio amico vuoto”.

“Gina e il pesce rosso”, di Judith Koppens e Eline Van Lindenhuizen, è una delle storie della Piazza degli Animali, dedicate alla solidarietà e all’aiuto reciproco. Età di lettura dai 2 anni. EDT-Giralangolo.

Gina è una gattina. In questa storia il suo pesciolino rosso non nuota più. Come mai?
Gina e il suo amico Ugo cercano di svegliarlo: gli solleticano la pancia, creano delle piccole onde scuotendo la boccia delicatamente. Carlo la giraffa li raggiunge e capisce cosa è successo: il pesciolino è morto.

Gli amici di Gina la accompagneranno nel processo di elaborazione del lutto, senza dimenticare il piccolo pesciolino.

Il racconto  è metafora del lutto e del processo del dolore in generale, ma che può essere specifico per aiutare un bambino ad affrontare la perdita di un animale domestico.

La nonna addormentata” di Roberto Parmeggiani  João Vaz de Carvalho edito da Kalandraka . Età di lettura dai 4 anni.

Il racconto è narrato dal bambino protagonista che inizia la storia e la prosegue con parole oneste, ingenue e sincere.

La mia nonna dorme.
La mia nonna dorme tutto il giorno.
La mia nonna dorme tutto il giorno, da un mese.

La nonna non è più quella di prima, è ferma in un letto e si prepara a volare via.

Una storia che sa parlare della malattia, della vecchiaia che cambia le cose e ci porta via una parte di chi amiamo, affronta il tema della sofferenza con dignità e rispetto e lo fa senza usare toni negativi, trasmettendo il profondo affetto che lega il bambino e la nonna e ci ricorda il grande valore dei ricordi.

In cielo, ma dove?” di Antonella Ossorio e Antonio Ferrara, editore Uovo Nero. Età di lettura dai 5 anni.

Due fratelli, uno più piccolo e uno più grande, una passeggiata spensierata, poi l’incontro con un passero morto.

Questa è la premessa per un dialogo fra fratelli, espressione della curiosità infantile del più piccolo che indaga e cerca risposte soddisfacenti, a ciò che è misterioso, e trova nuove domande.

Il fuoco di fila di domande del più piccolo mette in difficoltà il più grande e fa affiorare in lui il dolore per la morte dello zio. Anche in questo libro, il piacere di condividere i ricordi belli è strumento di elaborazione del lutto.

Bertolt” di Jacques Goldstyn, editore LupoGuido. Età di lettura dai 6 anni.

Un bambino solitario ha un grande amico, una quercia di cinquecento anni che ha deciso di chiamare Bertolt.

Grazie a questa amicizia, il bambino riflette sulla realtà che lo circonda, scopre i molteplici aspetti della natura e i giochi che Bertolt gli regala: diversi per ogni cambio di stagione.

A una nuova primavera, però, sui rami di Bertolt non cresce neanche una foglia. Il tronco è secco, la quercia è morta.

Il libro, trasmette molti messaggi, e il finale è un omaggio alla vita che è passata e parla della morte senza retorica.

L’albero dei ricordi” di Britta Techentrup, Gallucci editore. Età di lettura dai 3 anni.

Una volpe, una lunga vita vissuta e, ormai, molta stanchezza.

Anche in questo racconto, oltre al tema della morte, ritorna il tema dei ricordi, che restano con noi e ci danno forza quando il lutto di qualcuno che amiamo, entra nelle nostre vite e le stravolge.

Il racconto riporta la morte alla sua essenza naturale, evento che semplicemente accade. Ci racconta il momento del saluto come un tempo prezioso per risvegliare i ricordi. Un inno alla vita di straordinaria potenza.

I nostri consigli di oggi sono terminati, ma di fiabe e racconti che trattano questo tema ce ne sono molti. E voi? Quali avete letto e volete condividere con noi?

Una caccia al tesoro davvero speciale

Ho fatto una passeggiata nel bosco e ne sono uscito più alto degli alberi. Henry David Thoreau

C’è un gioco che si può fare nel bosco: la caccia al tesoro. Non una caccia al tesoro organizzata nel modo classico, con biglietti, tappe e soprattutto oggetti nascosti dall’uomo. No! Stiamo parlando di una caccia al tesoro molto speciale con poche regole.

  • Vince chi trova più tesori.
  • Viene considerato tesoro qualche cosa che almeno due persone del gruppo riconoscono come un oggetto particolare.
  • Non si possono strappare fiori o altri elementi della natura ancora in vita.
  • Non si possono utilizzare insetti viventi.

E allora? Che tesori posso trovare nel bosco? Un sasso, una foglia, una radice o un legnetto caduti da un albero che abbiamo una forma o un colore particolare, una manciata di terra di un colore o di un odore speciale e altro ancora.

Il gruppo della caccia al tesoro viaggia unito. Non appena qualcuno trova un tesoro deve fermare gli altri e mostrare il suo tesoro, raccontando perché lo ritiene particolarmente prezioso. Se due persone del gruppo riconoscono che l’oggetto trovato possa essere effettivamente considerato un tesoro, per la sua particolarità, allora il partecipante potrà tenere il suo oggetto insieme agli altri trovati. Altrimenti, lo restituirà alla natura.

Per trovare un tesoro nel bosco non ci vuole poi molto, basta solo aguzzare la vista, prestare attenzione e restare in ascolto. Sarà il bosco a portare alla luce i suoi tesori e a donarli al gruppo.

Per ammettere che un nostro amico ha effettivamente trovato un tesoro, e non pensare solo a vincere la gara, serve grande onestà e generosità. La bellezza del gioco non è vincere la caccia al tesoro, ma è lasciarsi andare al bosco e condividere gli elementi preziosi che sono stati trovati.

E alla fine, ci vuole comunque un premio, anzi due. Uno per chi ha collezionato più tesori e uno per il gruppo intero, se ha dimostrato attenzione e amore.

I premi divertitevi a sceglierli voi!

Anche noi andiamo a caccia di tesori nel bosco, nella foto un pezzettino di corteggia piccolissimo e davvero speciale.

Era un po’ nascosto sotto a un altro pezzo di corteccia e non avrebbe mai impressionato uno sguardo distratto.

Grazie alla nostra attenzione il bosco lo ha svelato e ce lo ha donato.

Adesso, questo piccolo pezzo di corteccia è uno dei protettori della nostra Casa nel Bosco e un elemento prezioso della nostra mostra di cortecce.