Giacomo e la strega

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Massimo Paolo Lungu

Come promesso ecco la prima fiaba che si è aggiudicata la terza posizione in classifica per la categoria “bambini scuola primaria nel Primo Concorso Letterario Un paese da Fiaba”.  Ed ecco il suo giovanissimo autore: Massimo Paolo Lungu  che ha esultato contento, quando si è sentito chiamare sul palco per la premiazione!

Questa è la  dolcissima fiaba di Giacomo e la Strega…

“Giacomo era un bambino simpatico, allegro, spiritoso, sempre pronto a giocare e divertirsi. La sua migliore amica era una Streghetta che non era cattiva; in verità era simpatica, gentile e di buon cuore.

Una volta, tanto tempo fa, era stata una strega cattiva, per colpa di un incantesimo lanciato su di lei da uno stregone.

Streghetta abitava nel suo castello e Giacomo andava spesso a giocare da lei. Nelle stanze del castello giocavano a nascondino, a forza quattro, a monopoli.

Non litigavano mai, tranne quando giocavano a nascondino, perché la Streghetta grazie ai suoi poteri, lo trovava sempre.

D’estate andavano al lago a fare il bagno, a prendere il sole, a camminare lungo la passeggiata che porta a Moniga: erano proprio veri amici.

Un giorno, mentre stavano andando per la solita passeggiata, rimasero senza parole: il lago non c’era più, al suo posto c’era una grande buca profonda … Ma dove era finito?

Si guardarono attorno…non c’era più!!!Dovevano trovarlo assolutamente.

Gli abitanti dei paesi che si affacciavano sul lago erano disperati… niente più acqua, niente bagni, niente passeggiate, niente turisti, niente lavoro, anche il clima era diventato più freddo e le piante stavano cambiando. Che fare?

Giacomo scongiurò Streghetta di trovare una soluzione.

Streghetta rispolverò la sua vecchia scopa, fece salire con lei anche Giacomo e volò, volò alla ricerca del lago. Dopo aver girato per giorni e notti, lo trovarono sulla riva del mare… – Cosa fai qui? – Gli chiesero – Tutti a casa ti aspettano. Nessuno può vivere senza di te. –

Il lago spiegò loro che era stufo di stare al suo posto calmo e tranquillo, vedeva sempre le stesse cose e gli era venuta voglia di conoscere il mare. Gli avevano detto che le sue onde erano alte, che era immenso e vedeva tante cose diverse, compresi i pesci e gli uccelli che venivano da ogni parte del mondo.

I due amici capirono il desiderio del lago e rimasero con lui qualche giorno.

Il lago e il mare si raccontarono tante cose, ma poi il lago capì che non era giusto desiderare di essere una cosa diversa da quello che si è. Sentì la nostalgia dei suoi paesini, dei suoi castelli, della sua gente. In fondo gli erano tutti affezionati e lo trattavano bene, lo facevano sempre sentire importante.

Gli mancava tutto questo, quel mare si vantava troppo, inoltre era salato e sempre rumoroso. Così decise di tornare. Tutti fecero festa quando rividero il loro lago sereno e scintillante di nuovo al suo posto”     

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