Le radici delle fiabe — Cappuccetto Rosso

Ho scelto di iniziare questo viaggio nelle Radici delle fiabe proprio con Cappuccetto Rosso.

È la fiaba che da sempre mi accompagna e che più di ogni altra ha parlato al mio immaginario e alla mia ricerca interiore e non a caso è il logo di Fiabe in costruzione.

Nel tempo ho scoperto che dentro questa storia semplice si nasconde una delle mappe simboliche più profonde del cammino umano.

Il viaggio iniziatico nell’ombra e il risveglio della coscienza

Le fiabe antiche non sono racconti per l’infanzia.
Sono mappe dell’anima.

Custodiscono un sapere originario che attraversa i secoli e parla al corpo, all’inconscio, alla memoria profonda dell’essere umano.
Non insegnano attraverso spiegazioni, ma attraverso simboli che risvegliano ciò che già sappiamo.

Cappuccetto Rosso è una delle fiabe più archetipiche e potenti.
Racconta il viaggio iniziatico della coscienza che lascia la sicurezza dell’origine per incontrare il mondo, l’istinto e l’ombra.

È la storia del passaggio.

La storia come soglia

Una bambina lascia la casa materna per attraversare il bosco e raggiungere la nonna.
Nel cammino incontra il lupo, perde la direzione, viene ingannata e si confronta con il pericolo.

In questo viaggio non si muove solo nel mondo esterno.
Attraversa uno spazio interiore.

Ogni elemento della fiaba è una soglia simbolica.

Il bosco — il territorio dell’inconscio

Il bosco è il luogo dove l’ordine conosciuto scompare.
È lo spazio dell’ignoto, del mistero, della trasformazione.

Entrare nel bosco significa:

  • perdere il controllo
  • lasciare la protezione
  • incontrare l’invisibile
  • affrontare ciò che non conosciamo di noi

Ogni essere umano, prima o poi, attraversa il proprio bosco.

Il cappuccio rosso — la forza della vita che si risveglia Il rosso è sangue, energia, vitalità, pulsione, incarnazione.
È il colore della materia che prende coscienza di sé.

Cappuccetto Rosso rappresenta la coscienza nascente, ancora innocente, che si affaccia al mondo dell’esperienza.

È la vita che inizia a conoscere se stessa.

Il lupo — l’ombra e il principio selvatico

Il lupo è l’archetipo dell’ombra.
È ciò che seduce e spaventa, ciò che attira e minaccia.

Rappresenta:

  • l’istinto primordiale
  • il desiderio
  • la paura
  • la forza incontrollata
  • la parte non addomesticata dell’essere

Non è solo un nemico esterno.
È una presenza interiore.

L’incontro con il lupo è inevitabile: è l’incontro con ciò che siamo e non riconosciamo.

La nonna — la memoria ancestrale

La nonna è la saggezza antica, la conoscenza originaria, la continuità tra generazioni.
È la guida interiore che abita nel profondo.

Quando il lupo la divora simbolicamente, la coscienza perde il contatto con la propria origine.
È lo smarrimento necessario alla trasformazione.

Solo perdendo temporaneamente la guida possiamo ritrovarla in modo nuovo.

Il ventre del lupo — morte simbolica e rinascita

Essere inghiottiti rappresenta il passaggio iniziatico.
È la discesa nell’oscurità, la dissoluzione dell’identità precedente.

Ogni trasformazione autentica richiede una piccola morte.

Dal buio nasce una nuova coscienza.

Il significato evolutivo

Cappuccetto Rosso ci insegna che crescere significa:

  • attraversare il bosco dell’incertezza
  • incontrare l’ombra
  • smarrire l’innocenza
  • riconoscere l’istinto
  • integrare il selvatico
  • rinascere più consapevoli

La fiaba non parla di pericolo da evitare, ma di esperienza da attraversare.

L’ombra non è un errore del cammino.
È parte del cammino.

Una soglia di ascolto

Porta questa immagine dentro di te.

Chiediti:

  • Quale bosco sto attraversando nella mia vita?
  • Quale parte selvaggia mi sta chiamando?
  • Quale trasformazione sta chiedendo di nascere in me?

Resta in silenzio e ascolta.

Le fiabe parlano ancora perché raccontano il viaggio eterno della coscienza verso se stessa.
Ogni volta che le attraversiamo con presenza, qualcosa dentro di noi ricorda la propria origine.

Ogni fiaba custodisce una radice del nostro cammino.
Luma & Nuin — radici, ascolto, trasformazione

Quando il sistema fallisce, i bambini pagano

Quando una famiglia viene seguita da servizi sociali, psicologi, educatori e operatori, la responsabilità è enorme.

Il loro compito non è distruggere una famiglia.

Il loro compito è **sostenerla, comprenderla, proteggerla e accompagnarla**.

Quando questo non accade, è necessario avere il coraggio di dirlo.

Se dei bambini che vivevano in una relazione di armonia con la loro famiglia e con la natura vengono allontanati e, da quel momento, iniziano a manifestare rabbia, aggressività e sofferenza profonda, la domanda non può essere:

“Cosa non va in quella madre?”

La domanda vera è:

“Cosa non ha funzionato nel sistema che avrebbe dovuto proteggerli?”

Perché quando un intervento produce – più dolore di quello che avrebbe dovuto prevenire,- qualcosa è fallito.

E quando un intervento fallisce, la responsabilità non può ricadere automaticamente sulla famiglia.

Nel mio lavoro utilizzo le fiabe con adulti e bambini nelle scuole proprio per questo: perché le storie ci aiutano a comprendere le relazioni, il rispetto e la responsabilità che abbiamo gli uni verso gli altri.

Come docente di soft skills e comunicazione efficace, insegno spesso quanto sia fondamentale, nelle relazioni e nei sistemi educativi, saper assumersi le proprie responsabilità e mettersi in discussione quando qualcosa non funziona.

È una competenza fondamentale per ogni adulto che abbia un ruolo educativo.

Perché proteggere davvero i bambini non significa solo intervenire.
Significa anche avere il coraggio di fermarsi e chiedersi: stiamo facendo la cosa giusta?

Un sistema sano dovrebbe essere capace di fermarsi e chiedersi:

* Abbiamo scelto gli strumenti giusti?

* Abbiamo davvero ascoltato questa famiglia?

* I professionisti coinvolti sono le persone più adatte?

* È necessario cambiare approccio?

Andare avanti a testa bassa, senza mai rimettere in discussione il proprio operato, non è tutela.

È rigidità.

E la rigidità, quando si parla di bambini, può diventare “devastante”

I bambini non hanno bisogno di sistemi perfetti.

Hanno bisogno di adulti capaci di “mettersi in discussione”

Perché i bambini non sono numeri dentro una procedura.

Sono vite.

E meritano adulti capaci di ascoltare davvero.

Custodi della Vita in un Tempo che dimentica

Ci sono momenti nella storia in cui il silenzio diventa complicità.

Stiamo vivendo uno di quei momenti.

Guardiamo guerre, città distrutte, bambini sotto le macerie, civili uccisi… e qualcuno prova a raccontarci che tutto questo è normale, inevitabile, parte del gioco del potere.

Ma la distruzione della vita non è normale.

Non è normale che la vita diventi sacrificabile.

Non è normale che la morte degli innocenti venga spiegata come strategia.

Non è normale che si distruggano esseri umani, animali, foreste e terre come se la vita fosse solo una pedina.

Passo la mia vita ad ascoltare la parte più fragile dell’esistenza: negli animali, nelle persone, nella natura.

E ogni giorno vedo la stessa verità semplice:

ogni essere vivente desidera vivere, respirare, proteggere i propri piccoli.

La storia però ci insegna una cosa dolorosa: l’uomo dimentica.

Dimentica che ogni bambino è un universo.

Dimentica che ogni animale vuole solo vivere.

Dimentica che la terra che calpestiamo è casa, non campo di battaglia.

E quando dimentica, le tragedie ritornano.

Ogni volta qualcuno dice:

“è necessario”,

“è inevitabile”,

“è la politica”.

Ma la distruzione della vita non è destino.

È una scelta.

Per questo non voglio restare in silenzio.

Perché quando la morte degli innocenti diventa accettabile, il mondo ha già perso qualcosa di sacro.

Io non voglio abituarmi.

Chi difende la vita — umana, animale e della terra — custodisce il mondo.

Nasce “Le radici delle fiabe” — un nuovo viaggio

Nel tempo, in questo spazio, ho parlato spesso delle fiabe.
Del loro linguaggio simbolico, della loro capacità di parlare al cuore, della loro forza nel toccare parti profonde dell’essere umano.

Le fiabe non sono semplici racconti.
Sono mappe interiori.
Sono memoria antica.
Sono passaggi di trasformazione.

Nel mio lavoro di formazione con gli adulti utilizzo spesso le fiabe come strumento di ascolto e consapevolezza.
Chiedo spesso alle persone quale sia la fiaba che amano di più o quella che ricordano con maggiore intensità.

La risposta ha sempre un grande valore simbolico.

La fiaba che ci abita, quella che ci accompagna fin dall’infanzia o che continua a parlarci nel tempo, racconta qualcosa del nostro cammino interiore, delle nostre sfide, delle nostre ferite e delle nostre risorse.

Ogni volta che entriamo davvero in una fiaba, qualcosa dentro di noi si muove, si ricorda, si trasforma.

Da questo ascolto nasce oggi un nuovo spazio.

Nasce “Le radici delle fiabe” — una rubrica dedicata alle fiabe antiche lette in chiave simbolica ed evolutiva, per riscoprirne il significato profondo e il loro valore per il cammino umano.

In questo viaggio attraverseremo insieme storie originarie, archetipi, immagini e simboli che parlano della crescita, dell’ombra, della trasformazione e della relazione con la vita.

Non sarà un’analisi intellettuale,
ma un’esperienza di ascolto.

Un ritorno alle radici.
Un incontro con ciò che le fiabe custodiscono da sempre: la conoscenza dell’anima, il linguaggio del simbolo, la saggezza del cammino.

Se senti il richiamo del bosco,
se senti che dentro le fiabe vive qualcosa che parla anche a te,
questo spazio è per te.

Il viaggio inizia ora.

Qual è la fiaba che vive in te?”

Se questo tema ti ha toccato…

Il lavoro sul simbolo e sull’ascolto interiore è parte anche dei percorsi di crescita e relazione proposti in AnimalREIKI Academy.

Scopri i percorsi oppure scrivimi a fiabeincostruzione@gmail.com

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Quando una fiaba diventa radice…

“Grazie ancora per ciò che hai realizzato, sarà una storia indelebile e permanente ❤️” E.

Una nuova fiaba è stata consegnata.
Non è solo una storia, ma una traccia lasciata nel tempo.
Una fiaba scritta su misura, nata dall’ascolto profondo,
dove ogni parola trova il suo posto come una foglia nel bosco.

Ha portato con sé un messaggio prezioso,
profumato di verde, di radici, di verità gentili.
Quelle verità che non spiegano, ma accompagnano.
Che non insegnano, ma ricordano.

Le fiabe personalizzate non finiscono con l’ultima pagina.
Restano.
Crescono insieme a chi le riceve.
Diventano rifugio, forza, memoria viva.

E ogni volta che vengono riaperte,
il bosco è ancora lì.
Ad aspettare.

Se senti che anche tu, o qualcuno che ami,
avete una storia che chiede di essere ascoltata e raccontata,
scrivimi.

Le fiabe personalizzate non si inventano:
si ascoltano, si raccolgono,
e diventano parole che accompagnano nel tempo.

Il bosco è sempre pronto ad aprirsi,
quando qualcuno è pronto a entrare. 🌿

Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo di seguito

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨

Storia di un Porro e di una Farfalla, una fiaba contro la violenza di genere

Una fiaba contro la violenza di genere

Una fiaba per bambini.
Una verità per gli adulti.
Un messaggio per tutti.

Un Porro e una Farfalla si incontrano, si scelgono, si amano…
Finché il Porro confonde l’amore con il possesso.
La forza con il controllo.
La paura con la gelosia.

E la Farfalla, che era nata per volare, perde i suoi colori e le sue ali.
Proprio come accade nella vita reale, quando chi dice di amare… ferisce.
Quando il controllo si traveste da amore.
Quando la libertà dell’altro diventa una “minaccia”.

È una fiaba che parla ai bambini —
per insegnare loro che l’amore non fa mai male.
Che il rispetto è la prima forma di cura.
Che nessuno deve perdere le proprie ali per stare accanto a qualcuno.

Ed è una fiaba che parla anche agli adulti —
per ricordare che l’amore vero non imprigiona,
non soffoca, non umilia, non spezza.
L’amore vero custodisce, accoglie e lascia volare.
Sempre.

Perché “l’amore, quello vero, rende liberi e non fa prigionieri”.

Questa storia nasce come seme di consapevolezza,
come abbraccio per chi ha sofferto
e come protezione per chi crescerà domani.

🌹 25 novembre – Giornata contro la violenza sulle donne
Dedico questa fiaba alle Farfalle che hanno perso le ali
e a quelle che le stanno ritrovando.
E ai Porri che stanno imparando a riconoscere la differenza
tra amare e possedere.

Questa piccola fiabe ha già parlato in molte scuole, ai più piccoli e ai più grandi. E’ stata raccontata in teatro dall’associazione donn.e – una bellissima installazione – in tanti video, e ha portato il suo importante messaggio di cambiamento. Di nuovo rispetto. Di vero amore.

Ma il suo Viaggio non è ancora finito, e di strada c’è n’è ancora tanta da fare…

Con i disegni della mia preziosa e insostituibile Rita Angelelli bravissima grafica editoriale, amica e sorella di anima.

Se vuoi leggerla, se vuoi donarla, se vuoi raccontarla… la trovi qui

Storia di un Porro e di una Farfalla, su amazon

Storia di un Porro e di una farfalla su Feltrinelli

Storia di un Porro e di una Farfalla su ilmiolibro

“Mi fido di te”: la forza della fiducia e della comunicazione

Quanto è importante una buona comunicazione nella vita di tutti o giorni? In famiglia, al lavoro, con gli amici, tra genitori e figli, nelle coppie…
La comunicazione è alla base di ogni relazione autentica.

Saper comunicare in modo efficace, rispettoso e sincero è una competenza fondamentale — eppure, quasi nessuno ce la insegna.
E sarebbe così importante impararla fin da piccoli. 🌱

Viviamo in una società dove spesso mancano modelli positivi, esempi concreti di ascolto, empatia e dialogo costruttivo.
E allora la domanda è: che esempio diamo ai nostri bambini?

Ogni bambino cresce grazie allo sguardo di chi gli sta accanto.
Famiglia e scuola sono i suoi primi specchi: attraverso le parole, i gesti e i silenzi, il bambino impara chi è e quanto vale. 🌱

Una comunicazione efficace, basata su ascolto e fiducia, è la chiave per costruire una relazione che fa crescere.
Non riguarda solo la scuola, ma ogni momento della vita: in famiglia, tra amici, sul lavoro.
Comunicare in modo empatico significa far sentire l’altro visto, accolto e capace.

Nel mio lavoro, nei percorsi di crescita ed evoluzione e come docente di comunicazione e competenze trasversali, incontro spesso adulti che non sono consapevoli delle proprie capacità — persone che, da bambini, non hanno ricevuto parole di fiducia, ma messaggi che li hanno fatti dubitare di sé.
Questo accade più spesso di quanto immaginiamo.

💬 Le parole contano.
Alcune frasi, anche dette senza cattive intenzioni, possono ferire o limitare:

“Non sei capace.”
“Lascia stare, lo faccio io.”
“Non combinare guai.”
“Sei sempre il solito!”

Altre, invece, aprono possibilità e costruiscono autostima:

“Prova, sono sicuro che ce la puoi fare.”
“Hai fatto del tuo meglio, e va bene così.”
“Sono qui se hai bisogno, ma fidati di te.”
“Mi fido di te.”

Ogni volta che un adulto comunica fiducia, semina dentro il bambino la convinzione di potercela fare.
Ed è da quella fiducia che nasce l’autonomia, la consapevolezza e la sicurezza interiore.

Come scriveva Bernhard Bueb:

“Nessun bambino è perduto se una maestra ha fiducia in lui.”

E potremmo aggiungere: nessun bambino è perduto se anche un genitore, ogni giorno, trova il coraggio di dirgli — con parole, gesti e sguardi —
💛 “Mi fido di te.”

La Magia dei Libri Antichi. Le Fiabe di Leonardo Da Vinci

Sono sempre alla ricerca di libri antichi, soprattutto di Fiabe: da sempre amo i libri. L’odore della carta stampata ha sempre avuto il potere di farmi sentire bene. Di farmi sentire a casa.

L’odore della carta di un vecchio libro, delle sue pagine ingiallite, della sue imperfezioni e fragilità che sono il Dono degli anni – e proprio per questo hanno un grande valore – mi fanno sentire avvolta in amorevole abbraccio. Un abbraccio forte, e tenero nello stesso tempo, un abbraccio profumato di vecchio e pulito. L’odore buono che hanno i nonni.

Una passione, un nutrimento. Quando ho trovato una vecchia edizione del libro Favole e Leggende di Leonardo da Vinci, sono rimasta incantata. Anche perché non le avevo mai lette – e conoscete la magia dei libri no? Loro e le loro storie ci vengono a cercare solo quando è arrivato il momento giusto di incontrarsi.

Trovare le parole antiche – ancora così attuali – che hanno raccontato storie, create dalla penna di un personaggio così geniale e unico, e forse per questo così misterioso, è stato davvero un Dono prezioso.

Leonardo Da Vinci segnava le sue storie, per la maggior parte inventate, sui sui famosi codici. L’unico e costante personaggio delle sue favole e leggende, è la natura: l’acqua, l’aria, il fuoco, la pietra, le piante e gli animali hanno una vita, un pensiero, una parola. L’uomo invece vi compare e agisce come strumento inconsapevole del Fato, la cui azione, cieca e inarrestabile, distrugge spesso vinti e vincitori.

L’uomo è il Guastatore d’ogni cosa creata- scrisse Leonardo nel libro delle profezie, e mai come oggi , nella lunga storia del nostro pianeta, una sentenza è stata più vera e più tragicamente attuale” Leonardo da Vinci – Favole e leggende – Edizioni Giunti Nardini Editore.

Non smettiamo mai di leggere le Fiabe…

Celebrare Samhain: Onora gli Spiriti e la Natura

Alla vigilia di Novembre i folletti sono particolarmente tristi, perché secondo il vecchio calendario gaelico, questa è la prima notte d’inverno.

In questa notte danzano con gli spettri e il pooka ( spirito animale) si aggira, e le streghe lanciano i loro incantesimi, e le fanciulle imbandiscono una tavola nel nome del diavolo, affinché l’ombra del loro futuro innamorato possa entrare attraverso la finestra ed assaggiare il loro cibo. Fiabe irlandesi – Yates

Questo è il periodo più misterioso di tutto l’anno; fate attenzione nelle lunghe notti nebbiose, odorose e umide;  i piccoli elfi e persino le fate diventano particolarmente dispettosi e non sapete chi potreste incontrare: E se vi sentite chiamare, e siete nel bosco, non prestate attenzione, anche un viso amico potrebbe rivelarsi nella sua forma reale.

Queste sono le notti in cui ogni magia , buona o terribile, si può realizzare…

Gli antichi popoli celti la chiamavano la notte del Samhain che significa rinascita, il seme che si stacca dalla terra per congiungersi alla Madre Terra, la fine di un ciclo vitale. E la natura si prepara a dar vita a una nuove nascita con la preparazione dei nuovi semi a fecondare la Terra. Ogni nuovo ciclo era un momento magico: allora come oggi. È il momento di seminare nuove cose, di scegliere la terra più fertile e liberarla dalle vecchie sterpaglie ormai secche; e il tempo di nutrirle, di averne cura e di lasciare riposare perché possano mettere forti radici e svegliarsi in teneri germogli.

E’ il momento di onorare gli Avi, gli Anziani che vegliano su di noi, e di onorare gli Spiriti Animali che ci camminano accanto. Onorarli e ringraziarli. Possiamo preparare per loro un po’ di frutta, noci, dolci e fiori. Perché siano accolti con dolcezza. E una candela accesa accanto, perché il loro cammino sia avvolto dalla Luce.

È il momento di scegliere cosa lasciare morire per lasciare spazio alla nuova vita…possiamo scrivere su un foglio quello che non ci serve più e mentre lo ringraziamo per i doni che ti ha lasciato, lo bruciamo.

Poi prepariamo i nuovi semi…

Buon Samhain.

Scrittura Creativa e Fiabe: Un Minicorso Gratuito per Te

Come superare il ri-inizio dopo vacanze? Come affrontare il cambiamento in arrivo? Qualche consiglio e un piccolo dono prezioso...
Accetti la sfida?

Le vacanze sono finite, si riprende la solita routine, il lavoro, la scuola. Le mille cose da fare!

A volte può essere stressante. In questo momento ancora di più perché sono giorni di grande cambiamento: stanno arrivando i nuovi giorni del Signor Autunno – il mio preferito e amato- e ogni passaggio di stagione richiede tanta energia per affrontarlo. Ancora di più il nostro corpo chiede riposo e la nostra anima chiede nutrimento. Come superare il trauma da ri-inizio?

Prima di tutto continuiamo a dedicarci alle cose che ci appassionano. Non esiste dire non ho più tempo!

Questo gentile Signore, il Tempo, è molto democratico e uguale per tutti. Gestire il proprio tempo, vuol dire imparare a gestire sé stessi.

E poi?

Leggete, leggete, leggete! Possibilmente Fiabe che sono sagge e messaggere millenarie…

E poi?

Restiamo in sintonia con la Madre Natura e i suoi ritmi: passate le esplosioni luminose tipiche dell’ estate, arriva la quiete pensosa dell’autunno. Seguiamo il consiglio dei Maestri Alberi e lasciamo andare quello che non ci appartiene più: è il momento migliore per liberarsi di oggetti inutili. Di abitudini logoranti. Di credenze limitanti. Di relazioni tossiche. Prepariamo il terreno per una nuova semina…

Occupiamoci delle piccole cose preziose che ci danno gioia, che ci fanno stare bene.

E per finire, noi abbiamo un suggerimento, e ti proponiamo una piccola sfida. Un prezioso regalo per te: ti piace scrivere? Hai una storia dentro il cuore che non trova le parole per essere liberata? O hai solo voglia di mettere alla prova il tuo talento letterario?

La scrittura è una meravigliosa pratica catartica che ci connette al nostro inconscio e fa uscire le parole che nemmeno sappiamo di avere.

Ecco IN REGALO un minicorso di scrittura fiabe che mette in gioco la tua creatività e fantasia.

Cosa fare per averlo: invia una mail con il tuo nome e indirizzo mail, oppure compila il modulo che trovi di seguito indicando la tua mail, ed è fatto!

Riceverai una mail al giorno per una settimana, con esercizi e prove di scrittura.

Accetti la sfida?

← Precedente

Grazie per la risposta. ✨