
Qualche settimana fa vi ho parlato di un giardino.
Un giardino un po’ incolto, nel quale le piante potevano crescere libere, senza che qualcuno decidesse continuamente quale forma dovessero avere.
Quel giardino era diventato per noi un’immagine delle radici, della libertà, del lasciare che ciò che è vivo possa trovare la propria forma.
E forse non è un caso che, qualche giorno fa, il giardino sia tornato da me.
Questa volta, però, era il mio.
Durante una meditazione mi sono ritrovata in un piccolo giardino-bosco, selvatico, incolto, imperfetto eppure profondamente accogliente.
E ho sentito chiaramente che quello era un luogo di cui avrei dovuto prendermi cura.
La cosa più interessante è stata ciò che ho fatto per prima.
Non ho cominciato a sistemarlo.
Non ho tagliato ciò che cresceva liberamente.
Non ho cercato di renderlo più bello.
Sul sentiero c’erano alcuni legni che impedivano il passaggio.
Li ho semplicemente spostati.
E senza quasi pensarci li ho appoggiati uno all’altro, formando una piccola tenda, un riparo.
Solo dopo ho compreso ciò che quel gesto mi stava raccontando:
non dovevo mettere ordine nel mio giardino.
Dovevo soltanto liberare il sentiero.
E forse qualche volta accade anche dentro di noi.
Ci sono momenti nei quali pensiamo di dover sistemare tutto, trovare risposte, prendere decisioni, ripartire.
E invece potremmo semplicemente chiederci:
che cosa, in questo momento, è in mezzo al mio sentiero?
Gli animali conoscono profondamente un altro modo di abitare il tempo.
Si fermano.
Annusano.
Osservano.
Ascoltano.
Riposano.
Non hanno sempre bisogno di andare da qualche parte.
Stanno.
Ed è una delle cose più profonde che l’Animal Reiki continua a insegnarmi.
Siamo abituati a pensare che, per aiutare qualcuno, dobbiamo fare qualcosa.
Intervenire.
Mandare energia.
Trovare una soluzione.
Cambiare ciò che non funziona.
Ma prima del trattamento c’è la presenza.
Prima dell’intenzione c’è l’ascolto.
Prima del fare c’è lo STARE.
Agosto ci ha parlato di radici.
E forse le radici ci stavano preparando proprio a questo: ad avere un luogo dentro di noi abbastanza stabile da non dover continuamente correre verso il prossimo passo.
Ora settembre si avvicina.
Arriveranno progetti, percorsi, impegni, nuove cose da costruire.
Ma forse, prima di domandarci dove vogliamo andare, possiamo chiederci:
Da dove sto partendo?
Non tutto ciò che è incolto deve essere sistemato.
Non tutto ciò che è fermo deve essere rimesso in movimento.
Non ogni spazio vuoto deve essere riempito.
E non tutto ciò che troviamo sul sentiero deve essere buttato.
A volte basta spostarlo.
E forse ciò che prima sembrava un ostacolo può persino diventare un riparo nel quale fermarsi.
Il mio giardino, in questi giorni, mi sta insegnando questo.
Liberare il sentiero.
Abitare ciò che c’è.
E STARE.
Perché forse è proprio quando smettiamo per un momento di cercare la strada che possiamo finalmente sentire dove ci sta portando.
E tu?
C’è qualcosa che oggi potresti semplicemente spostare dal tuo sentiero, invece di cercare di sistemare tutto?
AnimalREIKI Academy – Fiabe in costruzione