Il cardo argentato

cardo

Patrizia Kovacs

 

Quando Dio creò i fiori, domandò a ciascuno di loro come avrebbe preferito essere. Alcuni volevano essere grandi e robusti, altri desideravano esalare un buon profumo, uno desiderava portare i fiori rossi, un altro blu, un altro ancora bianchi. Dio esaudiva volentieri tutti i lori desideri.
Fu così che un giorno si rivolse a un fiorellino: “ Ora, mia cara creatura, dimmi il tuo desiderio più caro. Desideri crescere o restare piccolo? Vuoi portare fiori gialli, rossi o blu?” La pianta rispose: “Mi va bene tutto: strisciare al suolo come pure portare spine. Io non ho che un solo desiderio: amerei conservare i miei fiori fino alla nascita del Bambino Gesù”.
Il Signore sorrise amichevolmente e creò il cardo argentato. Cresce rasente al suolo, per nulla appariscente, le sue foglie sono piene di spine, ma i suoi fiori brillano come stelle d’argento. Si colgono in estate quando si schiudono. Poi, seccati, attendono il Natale per rallegrare il Bambino Gesù.

La luce nella lanterna – Georg Dreissig

Illustrator – Parizia Kovacs

 

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Il piccolo suonatore

il suonatore

Patrizia Kovacs

Il piccolo suonatore di chitarra non aveva cibo da giorni. Spesso nel villaggio suonava nella piazza, o davanti alle porte chiuse delle case, e ogni tanto rimediava un pezzo di pane, e se andava bene, una zuppa calda.

Ma le sere erano sempre più fredde, e la generosità degli uomini era sempre meno.

Quella notte, infreddolito e affamato, guardò la sua compagna di sempre, la sua chitarra, e  pensò che era davvero inutile, che non serviva a sfamarlo. Con rabbia pensò che avrebbe potuto bruciarla, almeno l’avrebbe scaldato!

Con le lacrime agli occhi stava cominciando a romperla quando si sentì chiamare, e vide la coppia.

Sembravano più infreddoliti ed affamati di lui, ma la donna le chiese di suonare per loro, perche la sua musica avrebbe alleviato il loro cammino.

Il piccolo suonatore restò incantato dal suo dolce sorriso, e con un nuovo calore nel cuore, prese in mano la chitarra e suonò per loro, incurante del freddo e della fame.

Suonò tutta la notte, e la sua musica li accompagnò gioiosa, e da allora al piccolo suonatore non mancò mai un pasto caldo e un posto per dormire perchè portava in sè la Grazia di Dio.

Illustrator – Patrizia Kovacs

I pastori

pastori

Nei campi, alle porte di Betlemme, s’intravvedeva un falò. Tutt’intorno sedevano i pastori per riscaldarsi perché era inverno e le notti erano fredde. Il gregge riposava tranquillo in cerchio intorno a loro. Soltanto i cani erano in movimento e si spostavano senza posa da una parte all’altra, come dei bravi cani da guardia. Samuele, il più giovane dei pastori, sospirò: “Come sarebbe bello se non ci fossero più lupi a minacciare il gregge” Giacobbe scosse la testa e replicò: “ A che serve sognare? Finché ci saranno pecore, ci saranno anche lupi che vogliono prenderle!” Allora il vecchio Elia sollevò la testa canuta, fissò i compagni con i suoi occhi chiari e disse con tono misterioso: “Chi lo sa, chi lo sa? E’ scritto che verrà un giorno in cui lupi e agnelli pascoleranno tranquillamente insieme” Samuele desiderò subito sapere: “Quando verrà questo giorno?” Il vecchio scosse la testa pensieroso:”La scrittura dice che un giorno verrà il figlio di Dio sulla terra come uomo fra gli uomini. Allora non ci sarà più odio sulla terra e la pace regnerà tra gli uomini e tra gli animali. Quando questo giorno verrà, nessuno lo può sapere”.
I pastori, pensierosi, fissavano il fuoco. Tutt’a un tratto udirono un meraviglioso canto, così dolce che commosse il loro cuore. Si voltarono in direzione del motivo: sulla strada che portava alla città scorsero un uomo anziano e una giovane donna. La donna era avvolta in un mantello blu col cappuccio. Li accompagnava un asinello. La donna cantava, cantava per il Bambino che portava in grembo e una pace serena conquistò l’anima di coloro che l’ascoltarono…

La luce nella lanterna- George Dressig

Patrizia Kovscs – Illustrator

La ragnatela

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Patrizia Kovacs

Una sera, Maria e Giuseppe avevano trovato rifugio in una caverna per passare la notte. Al loro ingresso, un ragno stava incrociando il loro cammino. Giuseppe volle cacciarlo con il loro bastone, ma Maria gli disse gentilmente: “ Lascia in pace questa creatura, Giuseppe. Quel che Dio crea non può intimorirmi. Dopo tutto la caverna è abbastanza grande per tutti noi.” Poco dopo, si coricarono per dormire.

 

Quella notte, il vento soffiava con violenza. Spolverava le stelle: il cielo doveva luccicare per la nascita del Bambino Gesù. A Natale gli astri dovevano scintillare come oro puro. E così il vento soffiava con tutte le sue forze. Nella caverna, Maria era intirizzita dal freddo e non poteva addormentarsi. Si era avvolta come meglio aveva potuto sul suo mantello trapuntato di stelle, ma il vento s’infilava dappertutto. Giuseppe, steso al suo fianco, era già addormentato da tempo e non si accorgeva di quanto Maria soffrisse.

Ma qualcuno si accorse di quanto stava accadendo: il ragno. Esso portava Maria nel suo piccolo cuore, perché lei aveva pronunciato delle parole tanto benevoli nei suoi confronti. Si mise all’opera e tessé all’ingresso della caverna una meravigliosa e fine tela, che solo lui sarebbe stato in grado di fare così bene. Voi penserete, senza dubbio, che una ragnatela non trattiene il vento. Ebbene, questa era efficace come una grossa tenda. Era tessuta in modo così fitto e solido che il vento non si riversò più all’interno della caverna. Maria ben presto si addormentò.

Quando, al mattino, Maria si svegliò e vide la sottile tela all’ingresso della caverna, comprese chi l’aveva aiutata e ringraziò di cuore il ragno che, nascosto in una fenditura della roccia, era colmo di gioia.

La luce nella lanterna – Georg Dreissig

Illustrator Patrizia Kovacs

L’ inchino della montagna

Sulla strada trovarono una montagna impervia. Nemmeno l’asinello sarebbe riuscito ad attraversarla.

Giuseppe si sentì sfinito. “Ti porterò fra le mie braccia se servirà, ma troveremo il modo di passare.”

Maria guardò quell’uomo buono. Sorrise.

La montagna si inchinò alla Regina che portava il piccolo Re nel suo ventre, aprendosi in un lungo sentiero.

Patrizia Kovacs – L’inchino della montagna

Lei porta la vita

Il giorno si levò, e Maria e Giuseppe ripresero il viaggio sulla terra arida e secca. Maria guardò triste il suolo senza vita e fece un sospiro.

Sottili, ma forti, lunghi steli di verde linfa nacquero al suo passaggio…

Lei portava la vita…

Patrizia Kovacs

Il dono del fiume

Patrizia Kovacs – il dono del fiume

 

Durante il loro cammino Maria e Giuseppe incontrarono un fiume che non potevano attraversare. Maria era tanto stanca e non potevano nè  continuare nè fermarsi.

Il fiume intenerito si ghiacciò per farli passare…