Salta!

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Brandon Wong

Quando eravamo piccoli, salire sull’altalena era un bellissimo gioco, perchè l’emozione di poter volare in alto era una meravigliosa sensazione di libertà, di avventura, con l’aria che colpiva il viso spezzando il respiro.

La paura del vuoto e il suo magico richiamo.

Peccato che sia non  possibile farlo anche da grandi, e forse anche se lo facessimo, saremmo così attenti a non farci male, a non cadere, da non provare nemmeno più la bellezza del lasciarsi andare, al volo, all’aria, al gioco.

Nel mio lavoro, incontro sempre più  persone che vorrebbero cambiare qualcosa nella loro vita, per migliorarla, per crescere, per vivere meglio, ma non riescono a farlo; cambiare è difficile, lo sappiamo, lo leggiamo e lo sentiamo ovunque. 

Abbiamo paura di fare scelte sbagliate, di muoverci in modo sbagliato; è come  salire su quell’altalena: avremmo paura di cadere e farci male.

Ma noi creiamo la nostra vita e il futuro è di chi sa immaginarlo… così in questo giorno speciale di quasi fine d’anno, ti suggerisco  un piccolo esercizio speciale… una piccola meditazione:  prendi qualche minuto di solitudine e quiete; chiudi gli occhi, chiama il tuo bambino interiore – non serve tanto, lui non aspetta altro – e poi prova ad immaginarti su un’altalena, grande e alta, altissima. 

Comincia a dondolarti, prima lentamente e senti sul viso i primi gentili soffi di aria tiepida e poi comincia a muoverti più forte, ed ora non senti più il terreno sotto i piedi, e sali così in alto che l’aria sul viso ti blocca il respiro, avanti e indietro e ti senti sicuro. Tieni con consapevolezza le mani chiuse alle catene dell’altalena; noi hai paura. Voli sempre più in alto, e sorridi con gli occhi chiusi, perchè su quell’altalena cominci a ridere, ridere forte, perché la sensazione è di pura gioia e libertà.

E poi, quando ti senti così in alto, che potresti vedere i misteri del cielo sopra di te, decidi, senza pensarci, senza timore, di saltare, nel vuoto, nel nulla sotto di te.

Apri piano le mani dalle  catene e ti aiuti con un piccola spinta; lascia l’altena dietro di te e ti lasci andare, senza più nessun riferimento, senza nessun contatto con quello che conosci.

E cominci a scendere, nell’ignoto, ma ti senti leggero e protetto. In quel volo, libero e senza costrizioni, senza paura, arrivano  doni, risposte, aiuti magici, e soluzioni. 

Finalmente, puoi  vedere le meraviglie del mondo  che è nascosto dentro di te…

Una delle due: o il pozzo era straordinariamente profondo o ella ruzzolava giù con grande lentezza, perchè ebbe tempo, cadendo, di guardarsi intorno e di pensar meravigliata alle conseguenze. Aguzzò gli occhi, e cercò di fissare il fondo, per scoprire qualche cosa; ma in fondo era buio pesto e non si scopriva nulla. Guardò le pareti del pozzo e s’accorse che erano rivestite di scaffali di biblioteche; e sparse qua e là di mappe e quadri, sospesi a chiodi. Mentre continuava a scivolare, afferrò un barattolo con un’etichetta, lesse l’etichetta: “Marmellata d’Arance” ma, ohimè! con sua gran delusione, era vuoto; non volle lasciar cadere il barattolo per non ammazzare chi si fosse trovato in fondo, e quando arrivò più giù, lo depose su un altro scaffale.

“Bene, — pensava Alice, — dopo una caduta come questa, se mai mi avviene di ruzzolare per le scale, mi sembrerà meno che nulla; a casa poi come mi crederanno coraggiosa! Anche a cader dal tetto non mi farebbe nessun effetto!” (E probabilmente diceva la verità).

E giù, e giù, e giù! Non finiva mai quella caduta? .L.Carrol – Alice nel Paese delle meraviglie

Ci racconti il tuo volo?