Risorse…

gatto

Ilustrator Adolf Born verlag cbj

Ai tre figli che aveva un mugnaio non lasciò altro che un mulino, un somaro e un gatto. La divisione fu presto fatta senza bisogno di notaio o procuratore, che s’avrebbero mangiato essi tutto il misero patrimonio. Il maggiore ebbe il mulino, il secondo l’asino, e l’ultimo il gatto. Non si consolava questi che gli fosse toccata una così magra porzione. “I miei fratelli, diceva, potranno, mettendosi insieme, guadagnarsi onestamente la vita; per me, mangiato che avrò il gatto e fattomi della sua pelle un manicotto, bisognerà che muoia di fame”

Il Gatto, che udì queste parole senza però farne le viste, gli disse in tono serio e posato: “Non vi affliggete, padroncino mio, datemi solo un sacco e fatemi far un par di stivali per andar nelle macchie, e vedrete che la vostra sorte non è poi tanto cattiva quanto credete.”  

Benché poco ci contasse, il padrone del Gatto non disperò di cavarne un certo aiuto, tante bravure gli avea visto fare per chiappar sorci e topi, ora sospendendosi per le zampe di dietro ora facendo il morto sulla farina.”

Il giovane non possiede nulla ed  è deluso per la propria  sorte perchè non crede davvero che il gatto possa fare qualcosa per cambiarla.  In realtà il gatto sarà la fortuna del suo padrone perchè grazie alla sua astuzia, tenacia e determinazione lo farà diventare ricco, e gli farà sposare la bella principessa. 

Il gatto con gli stivali dei fratelli Grimm è una fiaba antica e molto amata; il giovane, come molti giovani di oggi, deve partire da zero, non ha nulla e – cosa più grave – non crede di poter ottenere qualcosa dall’eredità  del padre che gli lascia solo un gatto; un gatto intelligente che, rischiando di essere fatto in padella, ricorre a tutte le sue risorse per avere salva la vita.

Il gatto, l’aiutante magico della storia,  rappresenta le risorse che ogni essere umano ha già dentro di sè, risorse fondamentali che possono far accadere grandi cambiamenti, ma che spesso non sappiamo di avere, non sappiamo osare per cambiare la nostra sorte. 

Il futuro marchese di Cambras decide di fidarsi del suo gatto – di avere fiducia in sè stesso – e così  raggiunge i propri obiettivi.

La fiaba ci insegna che spesso quello che cerchiamo, inutilmente, fuori – supporto, aiuto, forza, determinazione sono risorse che sono  già dentro di noi.

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