Ti regalo una storia. Elena e la fata

Chi l’ha detto che le regole non possono cambiare? Nelle fiabe tutto è possibile… Anche la ribellione di Cenerentola! Ecco la storia e il disegno di Elena.

La principessa alzò lo sguardo. L’orologio del palazzo reale l’avvisò che mancavano solo cinque minuti; le lancette si sarebbero sovrapposte e l’incantesimo sarebbe svanito. La carrozza sarebbe tornata ad essere una zucca, i cavalli bianchi dei topini e lei si sarebbe ritrovata ad indossare una semplice vestaglia e non più un bellissimo vestito da gala.In tutta fretta la principessa abbandonò le braccia del principe che la guardò allontanarsi nel pieno sconforto, paralizzato dallo stupore, lasciando a metà l’ennesimo walzer che stavano danzando insieme.

«Perché devo lasciare tutto questo? Proprio adesso che ho trovato il principe dei miei sogni!» Mentre continuava a pensare quanto fosse ingiusta e assurda tutta quella situazione, Cenerentola si precipitò giù per la scalinata che portava nell’atrio d’ingresso del palazzo, perdendo nella corsa una scarpetta di cristallo. Cenerentola arrivò alla carrozza dove ad attenderla c’era la Fata. «Forza mia principessa, non abbiamo più molto tempo, tra pochi minuti scoccherà la mezzanotte e l’incantesimo svanirà». La principessa fissò la Fata Turchina nei suoi grandi occhi azzurri; vide la sua preoccupazione e in quel momento capì. «Non posso tornare a casa ora, Fata».

“Cosa? Ma… Ma… Principessa, se ti scoprono la tua matrigna e le tue sorelle cosa diranno? Probabilmente ti terranno segregata in casa a far pulizie per almeno un anno!».

«Hai ragione Fata», rispose Cenerentola, «ma per una volta non voglio nascondermi e non voglio andarmene. Le sorelle e la matrigna hanno avuto fin troppo potere su di me, quindi per una volta farò ciò che sento io, e non ciò che vogliono loro. E poco importa se non condividono le mie scelte o se si arrabbiano. Se ne faranno una ragione.»

«E con l’incantesimo cosa pensi di fare? Ti rammento che manca un minuto esatto a mezzanotte».

«Pazienza Fata. So per certo che il principe mi saprà apprezzare per quel che sono. Anche se non indosso un abito bellissimo come questo». La Fata si grattò la sua chioma blu elettrico, pensierosa. Il coraggio e la determinazione di quella ragazza l’avevano spiazzata. Forse aveva ragione, era venuto il momento di cambiare le regole, il corso della fiaba e agire diversamente.

«Ok, ragazza mia. Mi hai convinto: al diavolo le sorellastre e la matrigna. Fai le cose a modo tuo. Torna dal tuo principe e alla festa. Se avrai bisogno di qualcosa, basta che farai un fischio e io verrò in tuo aiuto».

Cenerentola abbracciò la Fata, consapevole di poter contare su un’amica fedele. La principessa s’incamminò nuovamente per le scale, si rimise la scarpetta perduta e tornò alla festa. E la fiaba cambiò.

fata

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