6° passo: il diario

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Vi siete svegliati con un sorriso? Anche senza saperlo, sarete riconoscibili, perché avrete sul viso un’ inevitabile espressione con gli angoli in su e si sa, il sorriso è contagioso. Portatelo con voi oggi, per un nuovo bellissimo inizio.

E con un sorriso facciamo il nostro sesto passo, un passo importante, il primo di questo nuovo anno. 

Ieri abbiamo lasciato andare tutto quello che non ci serve più e abbiamo chiesto al vecchio anno di portarlo con sé. Abbiamo ringraziato ogni cosa e ogni persona che abbiamo scelto di non volere più. E dopo la  mezzanotte abbiamo letto i desideri, tutto quello che vogliamo per i nostri nuovi giorni.Ci auguriamo che la vostra fine d’anno sia stata proprio come desideravate.

In questi giorni abbiamo lavorato su di noi, per riconoscersi, per ritrovarsi, per ripartire da noi, e con noi al centro.

Quale modo migliore di iniziare il nuovo anno raccontandosi?

Il nostro sesto passo riguarda proprio questo: raccontarsi, scrivere di sé e per sé, tenere un diario. Prendiamo il quaderno sul quale abbiamo scritto i nostri desideri – l’avevamo detto di sceglierlo bene perché vi avrebbe fatto compagnia per un po’ – e scriviamo la prima pagina del nostro diario.

Tenere un diario vuol dire scrivere di sé, per sé, ogni giorno, ogni volta che ne abbiamo voglia, due righe o un papiro; ma vuol dire raccontarsi, esprimere le emozioni inconsce che non sappiamo far uscire con le parole e che senza la scrittura restano sparse, in modo disordinato, nella nostra mente, e nel nostro cuore.

Vuol dire fare ordine, fare il punto della situazione, perché rileggere quanto abbiamo scritto qualche tempo prima ci fa capire a che punto siamo, ci fa comprendere quello di cui abbiamo bisogno per davvero.

 Già il solo atto di prendere un taccuino aprirlo, guardare le pagine che hai scritto nei giorni precedenti – già questo ti regala un senso di appartenenza – e arrivare alla pagina bianca che aspetta solo di essere riempita di parole… E’ già un rito.

La narrazione è la modalità principale con cui, dall’età infantile a quella adulta, si sviluppano la mente e l’identità personale, e la nostra mente, ogni giorno, interpreta la vita, le persone e le situazioni in forma narrativa;  struttura e organizza ogni informazione, ogni evento e grazie a questo meccanismo, si orienta. La nostra mente mette in ordine, altrimenti sarebbe il caos.

George Mandler, psicologo americano  afferma, che ciò che non viene strutturato in forma narrativa, nella memoria, viene dimenticato.

Raccontare, diventa un modo per costruire un pensiero auto-biografico su di sé,   vuol dire dare un senso alla propria vita personale ma anche quella professionale.  Ci aiuta  a riflettere sulle proprie credenze circa il cambiamento e a riorganizzarle in modo che assumano un significato diverso.

Oltre a questo, scrivere un  diario ha una serie di benefici immediati,  nel breve,   e nel lungo termine, per il nostro benessere: puoi cominciare il tuo diario creativo – via libera a istinto e fantasia –  dalle piccole cose, quelle a cui, normalmente  non facciamo caso:

  • raccontare di qualcosa che ti ha fatto sorridere, o ti ha sorpreso. Scrivere di cosa sei grato – e una volta che inizi a farlo,  ti  rendi conto di quante cose possono farti dire grazie ogni giorno, e inizierai a sentirti meglio;
  • scrivere sul proprio diario  i piccoli insuccessi ci aiuta a elaborarli e rileggendoli ci fa capire come possiamo modificare gli atteggiamenti sbagliati,  ma celebrare le piccole vittorie è una potente gratificazione, una grande motivazione.
  • Puoi scrivere il modo in cui vuoi iniziare la tua giornata, con le convinzioni potenzianti che ti accompagnano nel tuo lavoro, o una parola chiave che ti può supportare con  un nuovo progetto.
  • Puoi fare uno schizzo, un disegno, o scrivere – di getto –  senza pensare per almeno 15 minuti, senza badare alla forma, o alla sintassi. Un vero esercizio catartico – la scrittura espressiva – che aiuta a sciogliere blocchi e aumenta la consapevolezza su di sé.

Potremmo continuare questa lista infinita ma la cosa migliore è provarla; se non ci  è naturale scrivere, prendiamola come un piccolo allenamento iniziale, che diventerà poi una meravigliosa abitudine.