Eroine!

Scrivere fiabe è un viaggio.

Un viaggio meraviglioso che ti guida nelle tue profondità e ti accompagna a comprendere i tuoi desideri. A volte è un viaggio scomodo: muove parole che non sappiamo di avere, svela emozioni che abbiamo nascosto.

Apre alla scoperta di sé e del meraviglioso mondo interiore che chiede solo di essere svelato, ci indica il sentiero che è a noi destinato. Quando inizi il tuo cammino non sai ancora che sta iniziando il tuo Viaggio dell’Eroe, ma conoscerai la tua fragilità e la accoglierai come un dono. Troverai la tua forza e ti sentirai invincibile!

Ieri c’è stata l’ultima  lezione del nostro corso di scrittura fiabe avanzato, ma non è finito il nostro viaggio: quando hai magiche compagne di avventura, il viaggio non finisce, si trasforma e continua… E la nostra avventura è appena iniziata! Grazie Bruna, Simona, Fiorella, Martina, Marta, Rossella, Michela, Roberta.

Il paese delle pagine ferme

Il bambino Nascosto di Alba Marcoli psicologa clinica,  parla di due bambini: quello che sta dietro ogni comportamento e simbolo infantile, e quello che ognuno di noi adulti si porta dentro , proiettandolo spesso, inconsapevolmente , sui bimbi che ci camminano accanto nella vita.

Possiamo scoprire e comprendere il mondo interiore del bambino, entrando in connessione con le nostre stesse emozioni di quando, noi, eravamo, bambini.

La struggente dolcezza di questa fiaba, Il paese delle pagine ferme, ci racconta di come sia difficile, ma necessario, accettare i passaggi, i cambiamenti, le perdite e le difficoltà che incontriamo nel nostro cammino.

Quando non sappiamo andare oltre, e lasciarci alle spalle, voltare pagina, le cose che ci hanno fatto male, ma anche quelle belle, che non vogliamo perdere, anche se non ci appartengono più, la nostra vita si ferma, su quella pagina che rimane bianca, vuota, perché non abbiamo più parole per riempirla.

Riconnettersi con le nostre emozioni infantili, vuol dire aver cura del bambino che siamo stati e vuol dire aver cura del bambino che abbiamo accanto.

Un percorso di crescita e rinnovamento

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Una nuova, attenta, profonda e davvero bella recensione di Simona Platè, scrittrice, 

per il mio libro Bella Addormentata a chi? Grazie di cuore!

Questo saggio di Mariarosa Ventura è un vademecum che spiega bene il tabagismo degli amori confusi, che non sono amori, e nello stesso tempo lo cura.

Tutte e tutti noi sappiamo che ci sono amori/dipendenza che nascono da bisogni distorti e paure che ci fanno ammalare, proprio come il tabacco. In alcuni casi siamo anche molto consapevoli del circolo vizioso in cui ci troviamo e sappiamo bene cosa dovremmo fare, ma solo razionalmente. Il dramma è proprio agire sul livello inconscio che ci spinge in quella spirale negativa e riuscire a recuperare e ricollegare il filo della nostra autostima che si è spezzato in qualche momento lontano della nostra crescita.

Per raggiungere le ragioni profonde delle dipendenze è necessario parlare al nostro inconscio con simboli e Maria Ventura ha preparato e selezionato con cura fiabe che ci propone come strumento di consapevolezza profonda e percorso di rinascita: proprio per il loro potere simbolico, immaginifico e sanatorio. L’autrice ci offre fiabe che non hanno un finale spingendoci a concluderle, iniziando così il nostro viaggio dell’eroe. Un percorso che prevede una valigia in cui raccogliere tutte le briciole del nostro coraggio. Senza coraggio non si parte.

Mariarosa Ventura ha scritto un saggio e non lo dimentica mai. Per tutte quelle donne e quegli uomini che ancora non sanno dare un nome e un volto a quei meccanismi che le/li legano alle persone sbagliate, l’autrice consegna una spiegazione per far franare gli argini dei nostri alibi, che bloccano il flusso della guarigione. Ci impedisce di mentirci, di nasconderci sotto il tappeto del salotto. Ci regala le parole giuste e ce le spiega: orbiting, philofobia, per esempio, o comunicazione, parola di cui pensiamo di conoscere perfettamente il significato ma che non usiamo mai correttamente. Davanti a queste parole non ci sono più vittime, ma complici.

L’autrice ci fa capire che finché non accettiamo le nostre debolezze che nascondono le ragioni che ci hanno portato in quella direzione, finché non ci osserviamo con sguardo profondo, onesto e affettuoso, ma non protettivo e vittimistico, non riusciremo a vivere relazioni appaganti e sane.

Non crediate che sia un saggio che analizza solo gli amori di coppia, lo è solo in apparenza, ma ogni passaggio è applicabile ad ogni forma di amore o incontro: quello di una madre o di un padre per i figli ad esempio. Perché spesso gli amori sbagliati che scegliamo nascono dagli imprinting dei primi amori incontrati nella nostra vita, che hanno vincolato tutte le nostre relazioni.

Le cause che generano rinnovamenti nelle persone sono innumerevoli, credo che il libro di Mariarosa Ventura possa veramente essere una di queste cause, un atto psicomagico di liberazione e crescita; consiglio di leggerlo fino alla fine.

Concludo la recensione con una frase del saggio: “Noi siamo responsabili dell’amore che provochiamo e dell’amore che proviamo. Lo siamo per noi e per gli altri.”

Vuoi riscrivere il finale delle storie che ti hanno fatto soffrire e che si ripetono ogni volta?  Bella addormentata a chi? E in vendita qui

 

 

Leggiamo ad alta voce?

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Sabato 23 maggio inizia il nostro corso ON LINE  Leggere le fiabe ad alta voce. Perché leggere le fiabe e come leggerle”.

Siete ancora in tempo per iscriversi entro giovedì 21, e la frequentazione del corso rilascia 7,5 crediti ECP.

Scopriremo insieme perché è così importante leggere le fiabe ai bambini e perché è così importante che anche i grandi leggano le fiabe.

Il nostro corso è rivolto ai genitori, educatori, insegnanti , operatori olistici, a tutti gli addetti ai lavori coinvolti nell’educazione del bambino, e a chi ama la lettura e le fiabe.

A chi ama scrivere – io consiglio sempre, di leggere le bozze dei propri  scritti ad alta voce, perché aiuta la correzione e la verifica di ritmo e punteggiatura del testo. Inoltre leggere bene, la propria storia, vuol dire onorarla.

E poi, aiuta la respirazione,  coinvolge il nostro pubblico e ci rende più sicuri.

Non vi sembra proprio l’inizio di un viaggio meraviglioso?

Per le informazioni sul corso clicca qui

Per iscriverti al corso o avere più informazioni compila questo modulo

L’Uomo Verde

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Nella nostra epoca gli alberi ci sfidano ad andare più in profondità, a guardare oltre, a risvegliare i ricordi del passato. Possono trasportarci in altri mondi e lo fanno sotto l’egida di una singola figura, che è con noi sin dagli albori del tempo e non smetterà mai di accompagnarci. Questa personalità è l’Uomo Verde, il cui volto ammicca spesso fra il fogliame… Spiriti delle Natura – J. Mattthews e Will Worhington

Se saprai  riconoscerlo, comincerai a ricordare, e poi, non potrai più guardare un albero, senza commuoverti…

Percorsi di reiki. Consapevolezza

 

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La prima volta che ho fatto una sessione reiki, ero abbastanza scettica, perché credo nella medicina tradizionale e sono una persona con i piedi ben piantati per terra.

Quando ho incontrato Maria, e parlando del mio problema al tallone, lei mi ha consigliato di provare il reiki – sono sincera – ho risposto “va bene” per due motivi: uno perché Maria è una persona che emana grande positività. e secondo perché le ho provate davvero tutte per risolvere il mio problema: da qualche anno soffrivo una tallonite, mai guarita, nonostante sedute di fisioterapia, onde d’urto, infrarossi. Niente da fare, il mio dolore al tallone non passava mai e, nell’ultimo periodo, sembrava peggiorato.

Nel nostro primo incontro ero curiosa: abbiamo parlato, anzi, io ho parlato, e mi sono resa conto che ho cominciato a raccontare cose anche personali, che forse non avrei pensato di raccontare ad un’altra persona che non sia un’amica di vecchia data. Ma mi sono sentita meglio e poi Maria mi ha parlatodi Metamedicina, di come corpo e psiche sono collegati e di come il nostro corpo ci manda messaggi, chiari quanto un dolore continuo, per segnalarci che qualcosa nella nostra vita, non ci fa stare bene.

Maria mi ha spiegato che quando si pratica il Reiki, ognuno può provare sensazioni diverse, o non sentire nulla, ma l’energia agisce lo stesso. L’ho detto, sono scettica, ma quando Maria ha avvicinato le mani al mio tallone, ho sentito un calore fortissimo, e mano a mano che le spostava su altre parti del corpo, ho avuto sensazioni davvero strane. Caldo, poi nulla. Poi Caldo ancora. Ad un certo  punto ho sentito così caldo che pensavo di sudare, ma non era così-

Finita la sessione mi sono sentita subito molto rilassata. E nei giorni successivi sono rimasta in ascolto, di me stessa. Una cosa che non faccio mai, e ho scritto ogni pensiero e ogni sensazione come Maria mi ha chiesto di fare.

Scrivo queste parole, perché sono passati quasi tre mesi, nei quali, con il reiki, ho preso consapevolezza, guidata, ma so che lei preferisce dire “accompagnata” da Maria, di quello che non andava bene nella mia vita, e sto cambiando alcune cose importanti. 

Mi sento molto più sicura di me, tranquilla ed equilibrata. Il dolore al tallone è scomparso quasi del tutto, ma ora so, che se ne andrà completamente! “M.S.

Il Reiki è una pratica energetica che non sostituisce la medicina tradizionale ma può lavorare in sinergia con essa.

Se vuoi avere informazioni sulle sessioni Reiki o vuoi fare un incontro informativo, e un primo incontro di prova, gratuito, scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo sottostante

 

 

 

 

Le fiabe in tv

Quando Fata Smemorina ed io ci siamo incontrate la prima volta, ci siamo capite subito, ed è nata una bella amicizia che è diventata anche una magica collaborazione;  ma del resto, non poteva essere altrimenti fra una che scrive fiabe e una Fata.

Ma che  dire di Fata Smemorina?

Che ha tantissima fantasia e creatività e, dal niente, crea cose meravigliose; che abita in un vero bosco incantato – alla Catena Rossa alla Porta delle Fate un luogo davvero magico, dove, grandi e piccoli, hanno vissuto bellissime avventure. 

Che è una Fata speciale. Certo, direte voi, tutte le Fate lo sono, ma Fata Smemorina è Unica, ed è davvero speciale in un modo che… insomma, solo lei può esserlo così.

Che ha un cuore gigante – serve spazio per contenere tutti i suoi bambini  – e quando tutto si è fermato nel mondo, lei ha pensato ai bambini che non potevano uscire, e così sono nate le Fiabe delle Buonanotte, in televisione, a Well TV, perché ascoltare una fiaba prima di dormire, fa scappare i brutti pensieri. Servirebbe molto anche ai grandi…

Quando Fata Smemorina mi ha coinvolto in questo progetto, non ci ho pensato un attimo – come dire di no, ai sogni di una Fata? E poi scrivere le fiabe che raccontano il mondo di Fata Smemorina e dei suoi magici amici, è un privilegio. Oltre che molto divertente.

Ma ora siamo molto emozionate e felici perchè Well TV è diventato un canale nazionale, e Le fiabe della Buonanotte, saranno ascoltate da tutti i bambini! 

Non poteva mancare una sigla: Fabiana Dafne Porzanini ha creato la musica e il ballo di Fata Smemorina che ormai tanti bambini, ma so anche tante mamme, ballano insieme.

Ed ora cominciamo questa nuova avventura, un nuovo viaggio. Quelli che partono da un sogno, sono i migliori…

Vi aspettiamo…

È con grandissima commozione ( e smoccolamenti vari) che la Smemorina vi annuncia che 📺WELL TV 📺 è ora un CANALE NAZIONALE 🎬🎥 :il 231.

Da stasera  20,00 📖” la Fiaba della Buonanotte” con Fata Smemorina🧚‍♀️ si vedrà benissimo.

Riprenderà da martedì 19 maggio  16,30 “POMERIGGIO A COLORI” condotto da Franca Cerveni con l’angolo della Smemorina.

📯Appena sarà possibile inviterò anche voi bimbi🙆‍♂️🙅‍♀️ in tv con me.
Vi piace l’idea?
A me un sacchissimo🤩!

Un ringraziamento speciale a Franca Cerveni per aver creduto nei miei spaciughi e per sopportarmi… a WELL TV per avere accolto la Fata Smemorina con tutti i suoi ambaradan, Mariarosa Ventura di “FIABE IN COSTRUZIONE” per creare i racconti della avventure della Smemo, Fabiana Dafne Parzanini per aver scritto, interpretato e musicato la Canzone della Smemorina ( col supporto musicale di JD Studio).
Insomma, che dire!

Fata Smemorina

Guardati allo specchio

Non è semplice. Vuol dire avere il coraggio di guardarsi allo specchio, e togliersi le maschere che indossiamo ogni giorno, per essere come gli altri si aspettano!

Così, innamorate dell’amore, portiamo avanti relazioni che non ci danno nulla, accogliamo e comprendiamo uomini che non ci capiscono, e scambiamo per amore, i piccoli egoismi di chi non ci ama. 

Guardati allo specchio! 

Solo quando riusciamo a guardarci dentro, senza trucchi, possiamo vedere la nostra verità:

“Ti avviso: non sarà semplice, perché continuare la lettura di questo libro vuol dire mettersi nude, di fronte alle più grosse bugie e giustificazioni che ci diciamo ogni volta per continuare relazioni che sappiamo essere sbagliate.

Ma se continui la lettura, alla fine, come ogni vero eroe delle fiabe, dopo aver incontrato orchi e streghe – le tue più grosse paure e debolezze – troverai il tuo tesoro, che prima di un principe con tutte le caratteristiche giuste, è una profonda autostima, una grande  autonomia,  e infinito amore per sé stesse.

Solo così sarai pronta ad incontrare l’uomo giusto per te…” Bella addormentata a chi?

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Raccontarsi

Narrarsi vuol dire concentrarsi sul proprio vissuto; vuol dire entrare in connessione con le risonanze emotive di ogni accadimento personale, fare ordine nei
pensieri, e ascoltarsi mettendo ordine nei propri pensieri e ricordi

Chiunque scrive, testi , racconti , storie, trasmette qualcosa di sé , ma la
scrittura autobiografica è uno scrivere quasi onirico, orientato , spesso inconsapevolmente, alla ricerca di quello che ci manca per essere consapevoli e
completi .

Per conoscere i propri limiti e le proprie risorse . Per dare la giusta posizione ai ricordi e a certi pensieri che spesso non sappiamo spiegare.

Come fare un puzzle che all’inizio sembra incomprensibile ma mano a mano che si uniscono i pezzi , la figura prende sempre più forma e la riconosciamo.

Perché non basta avere qualcosa da dire o voglia di raccontarlo, affidando i propri
pensieri a un foglio di carta o a una pagina elettronica. Scrivere di noi e della nostra vita passata sollecita una maturazione interiore
Duccio Demetrio

Nodi

 

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Due mesi. Due mesi in cui hai provato prima incredulità  – ma sta succedendo davvero? – poi paura, disorientamento. Improvvisamente sono saltati tutti i tuoi punti di riferimento, le tue sicurezze: lavoro, amici, i week end in giro, i viaggi.

Forse hai passato i primi giorni ad ascoltare ogni giorno i notiziari, contando insieme ai giornalisti di turno, quei numeri terribili che continuavano a salire. 

Forse hai cominciato a sentirti in gabbia, e hai provato rabbia, frustrazione. Improvvisamente hai desiderato di fare, in un giorno, tutto quello che non hai mai fatto, e nemmeno mai desiderato. 

Poi, forse, hai cominciato a elaborare la situazione e hai cominciato a viverla, piuttosto che farti vivere, e hai cominciato a pensare che lavorare da casa, non è poi così male, che il tempo nuovo a disposizione è stata una bella scoperta. 

Che gli aperitivi virtuali con gli amici sono divertenti, e gli incontri con la famiglia, tutti insieme nei riquadri di whatsapp ti hanno fatto emozionare.

Hai scoperto che puoi smettere di lavorare con il pc, dalla tua cucina e spostarti nella stanza accanto per fare una lezione di pilates, o zumba, o quello che vuoi. Che puoi correre in garage sul tuo tapis roulant, e guardare ogni prima visione dal tuo home teather. Che puoi ordinare qualsiasi cosa e te la portano direttamente a casa, ma hai i scoperto che ti piace fare il pane in casa, è che sei un gran cuoco. Hai scoperto che la tua casa è il tuo posto, che ti protegge, ti tiene al sicuro.

Così, ora,  mentre il mondo fuori sta ricominciando lentamente a svegliarsi, tu sai che nulla sarà più come prima. Sai che uscire vuol dire affrontare gli altri,  vuol dire  affrontare un nuovo modo di relazionarsi, di lavorare, di fare le vacanze, di stare con gli amici.

Come faccio a uscire a cena, a giocare al calcetto. Come faccio a stare gomito a gomito con i colleghi. E le mascherine da portare sempre, i guanti. Le nuove regole.

E’ così comodo qui. Sicuro. 

Non ammetti ancora con te stesso che l’idea di uscire, di tornare ad una nuova normalità, ti fa sentire in ansia. E’ il pensiero che ha cominciato a tormentarti il sonno. Tua moglie e i tuoi figli ti hanno guardato strano quando hai detto che non saresti uscito con loro per fare quella passeggiata tanto agognata dal mondo, oltre i 200 metri del tuo nuovo piccolo mondo.

Sta succedendo, in questi giorni strani, dove tutto è messo sottosopra, che alcune persone, invece di esultare per la cauta e ritrovata libertà, non abbiano nessuna voglia di uscire, di tornare nel mondo. Il solo pensiero di farlo, mette loro ansia. In alcuni casi angoscia.

E’ definita la sindrome della capanna l’incapacità di riprendere la propria vita dopo un periodo forzato di chiusura e sembra che oltre un milione di italiani – secondo la SIP società italiana psichiatria –  ne stiano soffrendo dopo i giorni del lock down.

Siamo fragili, umanamente fragili, e questa è anche la nostra bellezza: accogliamo questa nostra fragilità senza sentirci in colpa perché ci troviamo impigliati in nodi emotivi che più cerchiamo di evitare e più quelli si arrotolano e stringono sempre di più.

Normalmente, nelle prima due settimane di ripresa tutto può tornare lentamente in equilibrio, ma se questo non accadesse  non bisogna avere timore di parlarne e cercare l’aiuto che riteniamo migliore.

Il reiki è una meravigliosa pratica energetica che aiuta a riequilibrare gli  stati emotivi per sciogliere quei nodi che  impediscono di stare bene, e aiuta a ritrovare stabilità, consapevolezza, e la capacità di adattarsi alle  nuove situazioni e modalità di vita.

Se vuoi saperne di più scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com