Fake!

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Quando Cappuccetto Rosso giunse nel bosco, incontrò il lupo, ma non sapeva che fosse una bestia tanto cattiva e non ebbe paura. Cappuccetto Rosso – Grimm

A volte le vere Cappuccetto Rosso incontrano dei lupi di carta…

 

 

 

 

 

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Wedding

 

Le nostre fiabe sono sempre dedicate a persone speciali, e stavolta la nostra fiaba è stata dedicata a una persona non solo speciale ma anche  bellissima, dentro e fuori a cui vogliamo molto bene: Chiara, la nostra Biancaneve;  Fiabe in Costruzione è nata anche grazie a lei – ha disegnato la nostra primissima fiaba, quando ancora pensavamo fosse un gioco – e con i suoi bei disegni ha sempre portato dolcezza e fantasia.

Naturalmente una principessa non poteva che trovare un bel principe azzurro, e così Chiara e Marco ieri hanno coronato il loro sogno d’ amore.

La nostra fiaba, disegnata per l’occasione dalla brava artista Alessandra Mariano, è per loro, con l’augurio, anche di Caterina, la mia socia madrina,  di una meravigliosa vita insieme.

#vivachiara #vivabelotti #matrimoniomarcoechiara #amore

Autunno

foglie

Cadete foglie, cadete fiori e svanite,
notte distenditi, accorciati giorno,
ogni foglia mi parla di pace soave
staccandosi con un sussurro dall’albero autunnale
(Emily Bronte)

E’ il momento della quiete, dell’introspezione. Della raccolta.

E’ il momento del perdono, e dell’amore.  E’ il momento di accondiscendere alla

struggente, consolante  malinconia. E’ il momento di ascoltarsi, e di ascoltare le storie che i caldi

colori della natura ci  vogliono raccontare

Benvenuto Autunno…

 

Le fiabe sono per tutti

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“Ah, ah! Vorresti uscire dal fosso? E che ne  sai tu della volontà, del libero arbitrio, del servo arbitrio? Sempre così l’ignoranza! …Che ignoranza, che ignoranza!”  E si allontanò scrollando la testa tutto sdegnato.  Fiabe dei fratelli Grimm, apologhi e raccontini torinesi, di Ghilarza e del carcere.  – Antonio Gramsci

Le fiabe sono per tutti… Per le donne in gravidanza, per le donne lesbiche in gravidanza, per le donne extracomunitarie in gravidanza.

Le fiabe sono anche per gli ignoranti, perchè magari imparano qualcosa…

La fanciulla senza mani

la fanciulla senza mani - 1 -

Illustrator Patrizia kovacs

La fanciulla senza mani è una fiaba dei fratelli Grimm, antica e molta bella; una fiaba che racconta il viaggio interiore dell’universo femminile; una fiaba per le donne, per quelle donne che non hanno potere – che non vogliono avere potere – contro le decisioni di un uomo – padre, o marito – ma poi, nel loro percorso di vita imparano a scegliere, a decidere per sè stesse.

Con le mani puoi toccare, puoi tenere, puoi prendere... la fanciulla senza mani dovrà percorrere un lungo cammino per raggiungere la sua vera identità, la sua vera essenza.

E’ una fiaba importante, da leggere e rileggere. Da comprendere.

Partiamo dal disegno della nostra  Patrizia Kovacs

“In primo piano c’è La Grande Madre Selvaggia, nella fiaba la vecchia Regina, che affonda le sue radici nelle viscere della terra.  Piega i suoi rami, i rami del pero, per sfamare la fanciulla.
Il frutto maturo è simbolo della consapevolezza e della creatività.
Di fianco a sx della fanciulla, un piccolo Angelo, simbolo dello spirito bianco
che la protegge lungo il suo cammino. A destra ai margini il Diavolo,  il predatore dell’anima.
In fondo il giardiniere, che con il suo lavoro custodisce, rigenera il seme
del suolo e della radice dell’anima.
Più in basso un daino, esso rappresenta il sacrificio, il dover camminare solo
con le nostre forze, e il sacrificio del daino è volto a liberare l’energia
delicata di noi donne ma vincolante al daino.
Dal cordone ombelicale, dal sesso della Regina (la Grande Madre Selvaggia)
partono una serie di fitte radici che compongono la figura del figlio, l’IO-Bambino, che diventerà Re quando intraprenderà il cammino alla ricerca della sua Amata sposa e che troverà solo dopo aver vagabondato e sofferto ….(il viaggio, la discesa nel sottobosco deve essere fatta da entrambi -forza femminile e forza maschile) la nuova unione sarà completa con la Donna che il Re si troverà davanti…

Lei ma non più Lei …. non più fanciulla ma sposa, poiché ha attraversato i diversi cicli della donna, di sette anni, rappresentati dalle sette fasi lunari (sopra la testa della fanciulla e l’albero).
Le mani d’argento rappresentano il colore speciale del mondo e della luna, sono
veri esseri umani…. una per il mondo di sopra, per sentire gli altri,  e una per il mondo sotterraneo rappresentata con un occhio per vedere attraverso il buio. Patrizia Kovacs

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Strega!

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Strega: Tutta sola, piccina?

Biancaneve: Sì, sono sola, ma…

Strega: E… i nanetti non ci sono?

Biancaneve: No, non ci sono.

Strega: Fai una torta?

Biancaneve: Sì, una torta di mirtilli.

Strega: Ma è la torta di mele, piccina, il dolce preferito dagli uomini!

Biancaneve – Grimm

 

La cipolla gentile che non sa ancora amare

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Una nuova recensione per la nostra fiaba “Storia di un Porro e di una Farfalla, che riporto integralmente perchè non solo è molto bella ma ha colto perfettamente il senso della fiaba e del suo messaggio, un progetto a cui teniamo molto.

Grazie Blustella, di cuore.

Se vuoi anche tu puoi leggere le prime pagine della nostra fiaba, lasciare un commento e anche comprarla

Buona lettura

Care Mariarosa e Vittoria, scrivere e disegnare è la stessa arte, con due strumenti diversi… la penna ed il pennello… ho scelto di leggere la vostra favola perché incuriosita dalla bella copertina, provenzale, e dal nome buffo del “Porro”. 
Mi aspettavo una favola leggera e scanzonata…invece avete trasmesso un messaggio molto profondo e la favola ha un retrogusto amaro, che colpisce, spiazzandolo, il lettore. All’inizio mi ha colpito il gioco, immagino voluto, tra la descrizione regale e distinta ed il nome un po’ ridicolo dell’ortaggio protagonista, un porro… un porro che altro non è se non una variante della comune cipolla.
Seppur “cipolla gentile”, il porro sempre cipolla rimane… ma tutti gli abitanti dell’orto lo ammirano per il suo elevarsi al cielo e poter danzare nel vento… è una creatura semplice ma a cui è stato offerto un grande dono da Madre Natura. Quando ama la farfalla e lui si sente inadeguato ed invidioso della sua libertà, il porro agisce con egoismo e profonda cattiveria, fino ad uccidere l’amata, spezzandole le ali con lo stesso suo capo su cui lei si posava per amarlo… la parte del porro da lei più amata diviene la sua prigione e la sua fine.
Ancora più amaro, almeno per me, è “l’ultimo sguardo” che i due amanti si scambiano perché non è specificato se si tratti dell’ultimo sguardo della giornata, e quindi la farfallina ritornerà il giorno dopo da lui… oppure se si tratta dell’ultimo sguardo che i due si scambieranno nella loro vita… è questo è un concetto per me molto toccante, perché chi ha il privilegio di provare Amore e di vivere il raro sentimento dell’innamoramento non dovrebbe mai sciuparlo, mai tradire quel moto di vita e di felicità del cuore.
Pensare a quell’”ultimo sguardo” come ad un addio fa male, ma è cruciale la presa di coscienza della farfalla, che nonostante abbia ridato fiducia al porro, viene tradita per la seconda volta da lui, rischiando addirittura la vita per aver creduto al pentimento dell’amato.
La vostra è una favola molto profonda, che può insegnare un messaggio ai bambini, sensibilizzarli e quindi credo potrebbe essere proposta in lettura nelle Scuole.
Con grande affetto,

Blustella