“Grazie ancora per ciò che hai realizzato, sarà una storia indelebile e permanente ❤️” E.
Una nuova fiaba è stata consegnata. Non è solo una storia, ma una traccia lasciata nel tempo. Una fiaba scritta su misura, nata dall’ascolto profondo, dove ogni parola trova il suo posto come una foglia nel bosco.
Ha portato con sé un messaggio prezioso, profumato di verde, di radici, di verità gentili. Quelle verità che non spiegano, ma accompagnano. Che non insegnano, ma ricordano.
Le fiabe personalizzate non finiscono con l’ultima pagina. Restano. Crescono insieme a chi le riceve. Diventano rifugio, forza, memoria viva.
E ogni volta che vengono riaperte, il bosco è ancora lì. Ad aspettare.
Se senti che anche tu, o qualcuno che ami, avete una storia che chiede di essere ascoltata e raccontata, scrivimi.
Le fiabe personalizzate non si inventano: si ascoltano, si raccolgono, e diventano parole che accompagnano nel tempo.
Il bosco è sempre pronto ad aprirsi, quando qualcuno è pronto a entrare. 🌿
Scrivi a fiabeincostruzione@gmail.com oppure compila il modulo di seguito
Una fiaba per bambini. Una verità per gli adulti. Un messaggio per tutti.
Un Porro e una Farfalla si incontrano, si scelgono, si amano… Finché il Porro confonde l’amore con il possesso. La forza con il controllo. La paura con la gelosia.
E la Farfalla, che era nata per volare, perde i suoi colori e le sue ali. Proprio come accade nella vita reale, quando chi dice di amare… ferisce. Quando il controllo si traveste da amore. Quando la libertà dell’altro diventa una “minaccia”.
È una fiaba che parla ai bambini — per insegnare loro che l’amore non fa mai male. Che il rispetto è la prima forma di cura. Che nessuno deve perdere le proprie ali per stare accanto a qualcuno.
Ed è una fiaba che parla anche agli adulti — per ricordare che l’amore vero non imprigiona, non soffoca, non umilia, non spezza. L’amore vero custodisce, accoglie e lascia volare. Sempre.
Perché “l’amore, quello vero, rende liberi e non fa prigionieri”.
Questa storia nasce come seme di consapevolezza, come abbraccio per chi ha sofferto e come protezione per chi crescerà domani.
🌹 25 novembre – Giornata contro la violenza sulle donne Dedico questa fiaba alle Farfalle che hanno perso le ali e a quelle che le stanno ritrovando. E ai Porri che stanno imparando a riconoscere la differenza tra amare e possedere.
Questa piccola fiabe ha già parlato in molte scuole, ai più piccoli e ai più grandi. E’ stata raccontata in teatro dall’associazione donn.e – una bellissima installazione – in tanti video, e ha portato il suo importante messaggio di cambiamento. Di nuovo rispetto. Di vero amore.
Ma il suo Viaggio non è ancora finito, e di strada c’è n’è ancora tanta da fare…
Con i disegni della mia preziosa e insostituibile Rita Angelelli bravissima grafica editoriale, amica e sorella di anima.
Se vuoi leggerla, se vuoi donarla, se vuoi raccontarla… la trovi qui
Quanto è importante una buona comunicazione nella vita di tutti o giorni? In famiglia, al lavoro, con gli amici, tra genitori e figli, nelle coppie… La comunicazione è alla base di ogni relazione autentica.
Saper comunicare in modo efficace, rispettoso e sincero è una competenza fondamentale — eppure, quasi nessuno ce la insegna. E sarebbe così importante impararla fin da piccoli. 🌱
Viviamo in una società dove spesso mancano modelli positivi, esempi concreti di ascolto, empatia e dialogo costruttivo. E allora la domanda è: che esempio diamo ai nostri bambini?
Ogni bambino cresce grazie allo sguardo di chi gli sta accanto. Famiglia e scuola sono i suoi primi specchi: attraverso le parole, i gesti e i silenzi, il bambino impara chi è e quanto vale. 🌱
Una comunicazione efficace, basata su ascolto e fiducia, è la chiave per costruire una relazione che fa crescere. Non riguarda solo la scuola, ma ogni momento della vita: in famiglia, tra amici, sul lavoro. Comunicare in modo empatico significa far sentire l’altro visto, accolto e capace.
Nel mio lavoro, nei percorsi di crescita ed evoluzione e come docente di comunicazione e competenze trasversali, incontro spesso adulti che non sono consapevoli delle proprie capacità — persone che, da bambini, non hanno ricevuto parole di fiducia, ma messaggi che li hanno fatti dubitare di sé. Questo accade più spesso di quanto immaginiamo.
💬 Le parole contano. Alcune frasi, anche dette senza cattive intenzioni, possono ferire o limitare:
❌ “Non sei capace.” ❌ “Lascia stare, lo faccio io.” ❌ “Non combinare guai.” ❌ “Sei sempre il solito!”
Altre, invece, aprono possibilità e costruiscono autostima:
✅ “Prova, sono sicuro che ce la puoi fare.” ✅ “Hai fatto del tuo meglio, e va bene così.” ✅ “Sono qui se hai bisogno, ma fidati di te.” ✅ “Mi fido di te.”
Ogni volta che un adulto comunica fiducia, semina dentro il bambino la convinzione di potercela fare. Ed è da quella fiducia che nasce l’autonomia, la consapevolezza e la sicurezza interiore.
Come scriveva Bernhard Bueb:
“Nessun bambino è perduto se una maestra ha fiducia in lui.”
E potremmo aggiungere: nessun bambino è perduto se anche un genitore, ogni giorno, trova il coraggio di dirgli — con parole, gesti e sguardi — 💛 “Mi fido di te.”
Sono sempre alla ricerca di libri antichi, soprattutto di Fiabe: da sempre amo i libri. L’odore della carta stampata ha sempre avuto il potere di farmi sentire bene. Di farmi sentire a casa.
L’odore della carta di un vecchio libro, delle sue pagine ingiallite, della sue imperfezioni e fragilità che sono il Dono degli anni – e proprio per questo hanno un grande valore – mi fanno sentire avvolta in amorevole abbraccio. Un abbraccio forte, e tenero nello stesso tempo, un abbraccio profumato di vecchio e pulito. L’odore buono che hanno i nonni.
Una passione, un nutrimento. Quando ho trovato una vecchia edizione del libro Favole e Leggende di Leonardo da Vinci, sono rimasta incantata. Anche perché non le avevo mai lette – e conoscete la magia dei libri no? Loro e le loro storie ci vengono a cercare solo quando è arrivato il momento giusto di incontrarsi.
Trovare le parole antiche – ancora così attuali – che hanno raccontato storie, create dalla penna di un personaggio così geniale e unico, e forse per questo così misterioso, è stato davvero un Dono prezioso.
Leonardo Da Vinci segnava le sue storie, per la maggior parte inventate, sui sui famosi codici. L’unico e costante personaggio delle sue favole e leggende, è la natura: l’acqua, l’aria, il fuoco, la pietra, le piante e gli animali hanno una vita, un pensiero, una parola. L’uomo invece vi compare e agisce come strumento inconsapevole del Fato, la cui azione, cieca e inarrestabile, distrugge spesso vinti e vincitori.
–L’uomo è il Guastatore d’ogni cosa creata- scrisse Leonardo nel libro delle profezie, e mai come oggi , nella lunga storia del nostro pianeta, una sentenza è stata più vera e più tragicamente attuale” Leonardo da Vinci – Favole e leggende – Edizioni Giunti Nardini Editore.
Amo la fiaba di Cappuccetto Rosso e non è un caso che lei e il lupo siano insieme, vicini, quasi avvinghiati, nel logo di Fiabe in costruzione.
Quando ho iniziato il mio meraviglioso viaggio nelle fiabe, l’ho portata con me, ovunque, una piccola, immensa ambasciatrice delle fiabe, per diffonderle, per narrarle, per ascoltarle.
Per risvegliare. Per trasformare. Per accogliere. Per crescere e cambiare; anche il mondo, perchè le fiabe, possono cambiare questo mondo: portano il cambiamento.
La piccola Cappuccetto è stata nel verde umido e profumato dei boschi, sola e timorosa nel misterioso silenzio della nebbia, gioiosa, rinfrescata dagli spuzzi di un ruscello di montagna.
Ha avuto paura, appoggiata al guard-rail di un’autostrada, si è immensamente divertita a un matrimonio gay e si è commossa perchè ha visto il vero amore, ha fatto mille nuove amicizie che l’hanno accolta, si è innamorata di due braccia tatuate che l’hanno stretta in un sensuale abbraccio, si è sentita bene, immensamente bene – si è sentita a casa – fra i graffiti di una fantastica metropoli…
Raccontando fiabe... E qualcuno che non le aveva mai lette, ha comprato libri, qualcuno che non le aveva mai ascoltate, ha narrato la sua prima fiaba al proprio figlio.
Qualcuno che non piangeva mai, si è commosso fino alle lacrime, qualcuno che era senza fiducia, ha trovato nuovi sentieri da percorrere con nuova energia.
Questo era il mio sogno. Questo è il mio sogno. Il viaggio iniziato anni fa, prosegue, con nuove cose da imparare, nuove idee, nuove persone e fiabe sempre da scoprire.
Fiabe da portare in giro, da portare ovunque, fra i sassi morbidi e puliti in riva al lago, o fra la sporcizia di una strada trafficata delle città.
Perché le fiabe sono di tutti e ora più che mai, il Viaggio continua: il mondo ha bisogno di cambiare.
Un piccolo Re confuso e un Viaggio alla ricerca del proprio Regno perduto. Una piccola fiaba speciale per piccoli ma anche per i grandi che a volte perdono qualcosa di importante e non sanno dove cercarlo. Vuoi accompagnare il piccolo Re nel suo Viaggio? Cercasi Re con i bellissimi disegni di Ilaria Tira, edito da MIMebù
“Può inventarne una” disse il bambino “la mamma dice che tutto quello che lei guarda diventa favola, e che da tutto quello che lei tocca ricava una storia.” “Sì, ma quelle storie e quelle favole non valgono nulla! No, quelle vere vengono da sole, mi bussano sulla fronte e dicono: Eccomi qui!” “Non stanno per bussare?” chiese il fanciullo, e la madre rise, mise il tè di sambuco nella teiera e vi versò sopra l’acqua bollente. “Racconti, racconti!” “E già, come se le favole venissero spontaneamente, ma queste fanno le preziose, vengono solo quando hanno voglia. Alt!” disse improvvisamente. “Eccone una: stai attento, adesso si trova sulla teiera!” Il bambino guardò verso la teiera; il coperchio si sollevava sempre più, e i fiori di sambuco uscirono freschi e bianchi, gettarono lunghi e grandi rami, uscirono persino dal becco verso tutti i lati e diventarono sempre più grandi; si era formato un meraviglioso cespuglio di sambuco, un intero albero, che arrivava fino al letto e spostava le tendine di lato; oh, che fiori, che profumo! In mezzo all’albero si trovava una vecchia molto garbata con uno stranissimo vestito addosso: tutto verde, come le foglie dell’albero di sambuco, e ricamato con grandi fiori bianchi di sambuco; al primo momento non si capiva se era stoffa o se era davvero fatto di verde e di fiori. “Come si chiama quella donna?” chiese il bambino. “Be’, i greci e i romani” spiegò il vecchietto “la chiamavano Driade, ma noi questo non lo capiamo; giù al quartiere dei marinai hanno trovato un nome migliore per lei, la chiamano Madre Sambuco, e adesso devi stare attento a lei; ascoltala e guarda quel bell’albero di sambuco.” Madre Sambuco – Hans Cristian Andersen
Sette volte ci si inchina davanti a Madre Sambuco per ringraziarla per i suoi sette doni a noi.
Il sambuco, un tempo, era uno degli alberi medicali più importanti di tutti. Si credeva che lavarsi il viso con la rugiada raccolta dai fiori di sambuco preservasse la bellezza di una donna. Ancora oggi i derivati del sambuco continuano ad essere utilizzati come ingrediente di detergenti per la pelle. Dalle bacche si producono i coloranti blu e viola, mentre dalle foglie si ottengono il giallo e il verde e dalla corteccia il nero.
Capiamo quindi perché il sambuco fosse così importante per la sopravvivenza del clan, tanto da impedire di tagliarlo, pena la morte.
Il sambuco è legato alle fate. Esse amano la musica e adorano particolarmente la musica degli strumenti fatti in legno di sambuco. Questo si presta bene alla realizzazione di fischietti, flauti e altri strumenti musicali. I rami contengono infatti un’anima morbida che i liutai rimuovono per creare tubi cavi. Ancora oggi in Italia con il sambuco si produce la zampogna. fonte
Nella tradizione celtica, a cui sono molto legata, il sambuco è rappresentato con RUIS, il simbolo dell’antico alfabeto ogham , e i druidi lo utilizzavano spesso per invocare l’energia della rinascita e per guidare le persone attraverso i momenti di passaggio. Questo simbolo rappresentava la loro connessione con il divino e la loro comprensione della vita come parte di un ciclo eterno.
Il Sambuco è sempre presente nelle mie fiabe, una pianta saggia e magica che spesso si trova in mezzo a un bivio: quale sentiero prendere? Quante volte ci troviamo nell’incertezza di quale strada scegliere, di quale percorso iniziare? La Driade che vive nelle sue verdi radici, adornata dal bellissimo cappellino bianco dei suoi fiori, è una Madre. Un’antica leggenda danese racconta che Madre Sambuco è una guardiana che perseguita chi abbatte un albero. Ma sa essere saggia e gentile quando riconosce un cuore puro e rispettoso.
Se hai la fortuna di camminare in un bosco, in questi nuovi giorni, potrai incontrarla e ascoltare le sue bellissime storie. E quando sarai pronto, ti indicherà la strada…
Le donne delle fiabe sono giovani fanciulle rinchiuse su una Torre senza porte, per allontanarle dal mondo, come la piccola Raperenzolo, o sono figlie gentili cedute al diavolo per la stupidità el’ ingordigia di un padre, come Nella ragazza senza braccia.
Sono giovani costrette a vivere fra la cenere di un fuoco, maltrattate e derise dalle sorellastre cattive, come Cenerentola. Oppure sono principesse messe alla porta da un padre egoista e insensibile e costrette a vagare nel bosco con indosso soltanto una pelliccia di topo, proprio come la Principessa Pel di Topo.
O ancora, sono bellissime ragazze date in sposa a qualche bestia mostruosa per riparare all’errore fatto dal Re, come avviene per le Tre Sorelle o Per la Bella e la Bestia.
Possono anche essere bimbette capricciose che non vogliono ascoltare i consigli della mamma e si fermano lungo il bosco ad ascoltare le false lusinghe di un lupo cattivo… proprio come fa Cappuccetto Rosso.
Di queste donne vogliamo parlare oggi, oggi che è il giorno dedicato alle donne: di tutte le protagoniste delle fiabe, perchè le fiabe raccontano la vita vera ed insegnano che ledifficoltà servono a crescere; ognuna di queste antiche storie ci racconta che le donnedelle fiabe riescono a superare ogni ostacolo, ad addentrarsi senza paura nel bosco, a superare con astuzia le imposizioni e le angherie.
Insegnano a non mollare, ad avere la capacità di modificarsi, proprio come fa Alice nelpaese delle Meraviglie, per adattarsi alle nuove situazioni.
E insegnano a diventare Regine, superando la propria diversità, e a diventare così forti eautonome da regnare da sole, senza un Re accanto, proprio come la Elsa di Frozen.Bastone.
Le donne delle fiabe cercano l’amore ma fanno innamorare perdutamente il lupo, come nella “Città delle Fiabe”: una bambina disubbidiente diventa la protettrice della Città delle Fiabe, come la nostra Cappuccetto Rosso, il simbolo della vera donna selvaggia che è in noi.
Vogliamo augurarvi di essere un pò streghe, di connettervi con l‘energia vitale della Terra, e finalmente usare la magia buone e potente che ogni donna ha in sè.
Vogliamo augurare a tutte le donne di essere come le donne delle fiabe, forti, intelligenti e astute; donne che sanno imparare dai propri errori e sono consapevoli del proprio potere interiore, e senza paura sanno affrontare gli ostacoli e ribaltare le situazioni avverse per poter diventare infine la Reginache è in ognuna di noi…
Per dirla alla Pinkola Estes nel suo Donne che corrono con i lupi, un libro illuminante che vi consiglio di leggere se non l’avete fatto:
Le storie sono disseminate di istruzioni che ci guidano nella complessità della vita:
“La donna sana assomiglia molto al lupo; robusta, piena di energia, di grande forza vitale, capace di dare la vita, pronta a difendere il territorio, inventiva, leale errante. Eppure la separazione dalla natura selvaggia fa si che la personalità delle donne diventi povera spettrale, sottile. Non siamo nate per essere cuccioli spelacchiati, incapaci di balzare in piedi, incapaci di cacciare, incapaci di generare una vita”Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi
Bisogna ritrovare la propria profonda natura psichica istintiva, chè è la nostra grandissima forza interiore, la nostra parte selvaggia.
“molti sono i modi e i mezzi per vivere con la propria natura istintiva, e le risposte cambiano quando voi cambiate… ho cercato di capire come fanno i lupi a vivere così in armonia. Vi suggerirò di cominciare con una voce di questo elenco, per cominciare, consigliando per chi sta lottando, di partire dalla numero 10″ –Pinkola Estes – Donne che corrono con i lupi
1 -mangiare 2 -riposare 3 -vagabondare 4 -mostrare lealtà 5 – amare i piccoli 6 -cavillare al chiaro di luna 7 – accordare le orecchie 8 – occuparsi delle ossa 9 – fare l’amore 10 -Ululare spesso
Un consiglio per i Cavalieri: lasciate la mimosa alle sue radici. Donate rispetto e Auguri alle vostre Dame. Ogni giorno!
Domani inizia il corso per Cantastorie di Emozioni, un corso speciale e unico per Viaggiatori speciali e unici, che impareranno a scrivere fiabe su misura per raccontare le storie che ognuno di noi ha nel cuore ma spesso non trova le parole per raccontarle.
E non dimenticate mai che le Fiabe sono per tutti, piccoli e soprattutto grandi!